La baby gang della Bassa Comasca: un machete per spaventare i coetanei

Carabinieri

«Con una mano teneva l’impugnatura, la lama del coltello (che poi era un machete, ndr) era ben visibile attraverso il sacchetto». A parlare agli inquirenti è uno dei ragazzi vittime della baby gang della Bassa Comasca, che agiva tra Rovellasca e Rovello Porro. La banda di minorenni (due 15enni e un 16enne) è stata sgominata dai carabinieri della stazione di Turate, che hanno eseguito tra mercoledì e giovedì due ordinanze di custodia cautelare in carcere e una in una comunità di recupero per ragazzi. Il modo di agire, come fatto notare dal gip che ha firmato il provvedimento restrittivo, era spesso identico: il gruppo raramente si muoveva da solo, circondava le proprie “prede”, poi entrava in azione spesso armato. E quando un ragazzino provava a reagire, come nel caso riportato sopra, ad accoglierlo c’erano minacce verbali e non solo: «Non ho niente da darti, vattene», era stata la risposta di un ragazzo della baby gang a un coetaneo che rivoleva il monopattino rubato, corredando la risposta con un machete tenuto mezzo nascosto in un sacchetto di plastica, con la lama tuttavia ben visibile alla vittima. Sono 34 le ipotesi di reato contestate dai militari dell’Arma ai ragazzini residenti nella Bassa.

Ulteriori approfondimenti sul Corriere di Como di domenica 25 aprile

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