La “battaglia” del viadotto: pioggia di eccezioni nella prima udienza in Tribunale

L'imbocco del viadotto dei Lavatoi L’imbocco del viadotto dei Lavatoi

Un’ora di udienza di fronte al giudice del Tribunale di Como Anna Introini. Tanto è bastato per far “scoppiare”, attorno al viadotto dei Lavatoi, la battaglia che già nei giorni scorsi covava sotto la cenere.

Le parti chiamate a comparire al quarto piano del palazzo di giustizia, infatti, hanno “investito” l’ufficio legale di Palazzo Cernezzi (che le aveva citate) con una mole di eccezioni cui il giudice stesso ha dato tempo una settimana per rispondere.

La sostanza è che ci si ritroverà tutti il 26 febbraio con le repliche del Comune di Como che ha promosso il ricorso urgente per l’accertamento tecnico preventivo sul viadotto dei Lavatoi. Solo in seguito si deciderà se nominare o meno un perito cui affidare il compito di “scattare” un’istantanea sul ponte finito al centro delle polemiche per i suoi cedimenti.

Il Comune di Como, preannunciando l’intenzione di chiedere un risarcimento del danno, ha chiamato davanti al giudice dieci parti: l’impresa costruttrice, due assessori, due dirigenti comunali del settore Reti, i collaudatori e i direttori dei lavori.

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