La battaglia in fotocopia dei sassaresi contro la Ztl. La portavoce: «Dovete fare subito ricorso al Tar»

Moltissime le analogie con il Lario

(f.bar.) Sassari è pronta ad aiutare Como. Nella città sarda, ormai da 2 anni, i commercianti del centro storico sono in lotta contro il Comune. La causa? La realizzazione, fortemente contestata, della zona a traffico limitato. Provvedimento che ha già fatto chiudere decine di negozi. Parlando con Giuseppina Mura – portavoce dei numerosi comitati sorti nel tentativo di contrastare il piano – sembrava di discutere di quanto sta accadendo in piazza Roma.
«Abbiamo raccolto oltre 4mila firme. Noi siamo in 150 commercianti. Abbiamo già fatto 2 ricorsi al Tar. Stiamo combattendo da anni contro un

piano scriteriato e dannoso per tutti noi e per la città – dice Mura – Purtroppo, per adesso non abbiamo avuto risultati concreti». Sono invece impressionanti i numeri delle chiusure.
«In 2 anni ben 25 negozi hanno dovuto abbassare definitivamente le serrande. Tutti esercenti che si sono ritrovati nella Ztl e hanno perso, ovviamente, il loro giro d’affari – aggiunge la portavoce – Ben 10 chiusure negli ultimi 6 mesi. È una realtà emergenziale. I nostri amministratori devono capire che così la città muore». E per rafforzare questi numeri «abbiamo commissionato una ricerca, eseguita anche con l’intervento della Confcommercio, che ha messo a confronto la situazione dei negozi operativi dentro la Ztl e quelli fuori. A fronte delle chiusure citate, appena fuori dalla Ztl e più in periferia non c’è stato alcun peggioramento. Così si uccide il cuore di una città».
La Ztl a Sassari ha portato anche al cambio del senso di marcia di alcune delle vie più utilizzate, creando ulteriori disagi a detta degli esercenti. Ma l’amministrazione guidata dal sindaco Gianfranco Ganau (Pd) non sembra intenzionata a tornare indietro.
«Ci stiamo battendo senza sosta. Abbiamo anche chiesto che venisse fatto un referendum. Non soltanto noi negozianti, ma anche i cittadini e i residenti sono contrari. Nessuno però ci ascolta», dice Giuseppina Mura. E anche a Sassari l’avvio del piano è stato contraddistinto da alcune lacune. «La cartellonistica era assolutamente irregolare. Sono poi stati registrati migliaia di accessi irregolari. Insomma la questione non è stata gestita in maniera adeguata».
Mura conclude con un suggerimento ai “rivoltosi” comaschi. «Devono fare immediatamente ricorso al Tar, senza far passare tempo. E chiedere la sospensiva del provvedimento. I nostri ricorsi non hanno avuto l’efficacia sperata perché non siamo stati tempestivi. Devono affidarsi a un valido avvocato e partire senza tentennamenti», conclude.

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