Cronaca

La bonifica infinita slitta a settembre

I nodi della città
I lavori in Ticosa dovrebbero terminare a fine estate
Bonifica infinita. Si allungano ancora una volta i tempi per la conclusione dei lavori. Salvo intoppi imprevisti – e parlando di Ticosa ci si avventura in un terreno insidioso – le operazioni in corso sulla spianata dell’ex tintostamperia non termineranno prima della fine dell’estate. Settembre potrebbe dunque essere il mese risolutivo.
I lavori in questa landa sempre più desolata di Como sono cominciati nel gennaio 2012 e, fino a ieri, si sperava di poter mettere la parola fine alla bonifica del sottosuolo entro la primavera. Ma purtroppo non sarà così. «Stiamo attendendo le analisi degli enti controllori (a partire dall’Arpa) – fanno sapere dagli uffici competenti del Comune di Como – Parallelamente si sta anche procedendo con l’affidamento dell’incarico per eseguire i controlli finali sulla falda acquifera».
Due passaggi assolutamente indispensabili che però potrebbero riservare ulteriori novità. Se da queste analisi non risultassero elementi negativi, tempi tecnici a parte, a fine estate i vari lotti dell’area Ticosa potrebbero essere progressivamente dichiarati bonificati. «Se invece dovessero emergere criticità come, ad esempio, un inquinamento diffuso nel sottosuolo – proseguono sempre dagli uffici di Palazzo Cernezzi – allora ci sarebbe un ulteriore, inevitabile rallentamento». In questo caso, infatti, «la materia passerebbe tra le competenze di Regione Lombardia con un’ulteriore richiesta di accertamenti e analisi. Fattori che farebbero conseguentemente ritardare la conclusione dell’intervento», dicono dagli uffici.
I lavori – affidati alla ditta Autotrasporti Pensiero – sono cominciati il 9 gennaio 2012 e si sarebbero dovuti concludere dieci mesi dopo. La realtà è che, a conti fatti, gli interventi dureranno complessivamente – se si riuscisse a rispettare la nuova scadenza di settembre – 31 mesi. Con un ritardo di ben 21 mesi sul cronoprogramma e con i costi lievitati da 1,9 milioni di euro della partenza a oltre 4 milioni.
La chiusura tanto attesa del cantiere riaprirebbe inoltre le porte a diversi scenari per la Como del futuro. Innanzitutto si ritornerebbe a parlare – in concreto – della realizzazione, su quest’area immensa, di un nuovo quartiere residenziale da parte di Multi. La società olandese che si era aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione del comparto e che dopo alterne vicende nel 2010 si sfilò dal progetto potrebbe ancora essere intenzionata a riprendere in mano il piano.
E in attesa di veder nascere un nuovo quartiere, la Ticosa potrebbe tornare a svolgere una funzione utile per la città. Ovvero quella di parcheggio. Qui, infatti, fino all’avvio nel 2012 delle operazioni di bonifica, era ospitata una grande area di sosta a rotazione, capace di accogliere circa 500 vetture al massimo della capienza.
L’eliminazione di questo posteggio si è rivelata un danno per i commercianti, anche tenendo conto della successiva entrata in vigore del contestato allargamento della Zona a traffico limitato nelle piazze Roma e Volta.
In ogni caso, la chiusura della bonifica sarà un passo decisivo all’interno di una vicenda che sembra essere infinita. La Ticosa, vero simbolo della potenza dell’industria serica lariana, alla fine del XIX secolo era una realtà produttiva con 600 dipendenti. Negli anni Cinquanta vi lavoravano 1.200 persone. Poi la crisi, fino ad arrivare al 3 ottobre 1980 quando cessò l’attività. Il resto è storia recente, con la demolizione degli edifici nel 2007 e l’odierna situazione di stallo.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La bonifica del sottosuolo dell’area della ex Ticosa (nella foto Mv) rischia di protrarsi ancora per diversi mesi
9 maggio 2014

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