La burocrazia si abbatte su Libeskind. La Provincia: «Dossier incompleto»

altIl monumento a Volta
Clamoroso stop della commissione Paesaggio: «Valutare la collocazione»
Il monumento che Daniel Libeskind ha pensato di realizzare in onore del figlio prediletto di Como, lo scienziato Alessandro Volta, è oggetto ormai da tempo di ogni genere di indiscrezioni. In attesa della conferenza stampa di martedì prossimo in cui il progetto dovrebbe finalmente essere svelato dagli “Amici di Como”, c’è chi lo ha visto e chi lo ha anche valutato.
E come sempre accade nel nostro Paese, dove con la normativa ambientale non si scherza, il monumento ha già ricevuto un primo, clamoroso stop.

Ieri mattina, in Provincia, la commissione Paesaggio di Villa Saporiti aveva all’ordine del giorno proprio la discussione sul monumento di Libeskind. Tutto rinviato. Perché, spiegano dagli uffici di via Borgovico, il dossier presentato è insufficiente e incompleto e, in alcuni passaggi, anche lacunoso.
È lo stesso presidente della commissione, Marco Cantini, a chiarire quanto accaduto. In sostanza, il progetto resta in stand- by in attesa che i promotori consegnino nuova documentazione e, soprattutto, motivino in modo più accurato le ragioni che li hanno spinti a formulare la loro richiesta.
«L’analisi del monumento di Libeskind era prevista in calendario, ma la commissione non ne ha discusso – dice Cantini – È stata invece trasmessa una lettera con una richiesta di integrazione documentale».
Cantini parla di «procedura assolutamente normale. Prima di avviare il lavoro congiunto di uffici e commissione, si compie un’analisi istruttoria della documentazione per vedere se essa è completa. Abbiamo così riscontrato alcune carenze, aspetti da approfondire stante la delicatezza dell’opera».
A domanda specifica su quali carenze siano state ravvisate, il presidente della commissione Paesaggio di Villa Saporiti parla di «questioni tecniche legate alla sostenibilità della struttura nel contesto paesaggistico».
Una formula dietro cui si nasconde un dubbio gigantesco, ovvero: può il monumento di Libeskind essere piazzato là dove lo stesso architetto e i promotori vorrebbero?
«La commissione ha ravvisato l’assenza di una valutazione di scenari alternativi – dice con estrema chiarezza Marco Cantini – A nostro avviso non è stata sufficientemente sviluppata la scelta della collocazione. Per giungere a una corretta valutazione è necessario avere un quadro più chiaro delle possibili alternative».
La valutazione paesaggistica, nel caso del monumento di Libeskind, è chiamata a verificare in prima istanza quale possa essere il luogo ottimale di collocazione rispetto alla salvaguardia del paesaggio. Il progettista e i promotori hanno indicato un’unica possibilità, la punta della diga foranea.
Secondo la commissione di Villa Saporiti questo non è sufficiente. Manca il quadro complessivo dal quale si deduca che la collocazione scelta sia la migliore o l’unica possibile.
«Abbiamo chiesto di prendere in considerazione altre ipotesi – dice Cantini – Per noi è assolutamente indispensabile avere tutti gli elementi per la valutazione. Voglio chiarire – aggiunge il presidente della commissione Paesaggio della Provincia – che noi non diamo un giudizio estetico o architettonico, ma soltanto di sostenibilità rispetto allo scenario da salvaguardare che, in questo caso, è il primo bacino. Presiedo la commissione da 4 anni – dice ancora Cantini – posso assicurare che nessuna decisione è mai stata presa aprioristicamente. In commissione si comincia sempre da una pagina bianca».
Una precisazione utile, con cui Cantini sgombra il campo da possibili illazioni. La struttura del Paesaggio di Villa Saporiti non partecipa infatti al dibattito estetico-politico su Libeskind e sul monumento ad Alessandro Volta. Si limita a un’analisi tecnica.
E proprio sulla base di questo principio, una seconda osservazione è stata inviata a progettista e promotori dell’iniziativa. «Abbiamo chiesto un’ulteriore integrazione, questa volta sul contesto storico che è apparso poco sviluppato». Qualunque sia la forma e la logica dell’omaggio a Volta, esso dovrà inserirsi in uno scenario storicamente consolidato. Per spezzarne le linee o per integrarsi. Anche questo dovrà essere però spiegato e motivato.

Da. C.

Nella foto:
L’archistar Daniel Libeskind, il progettista del monumento di cui si discute

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