La Caritas al dibattito sull’immigrazione: «Sbagliato confondere profughi e senzatetto»

Polemiche a Camerlata
Un dibattito a senso unico e con un forte accento polemico, quello andato in scena mercoledì sera a Camerlata, nella sede della Circoscrizione 3, sul tema «Immigrazione: quali prospettive?». Pochi i presenti tra il pubblico e almeno un’assenza importante tra gli interlocutori, quella di Mirko Pontrelli, presidente leghista della stessa Circoscrizione di Camerlata.
«Forse chi manca questa sera voleva sentirsi dire quando queste persone, i profughi, se ne andranno», ha detto Roberto Bernasconi
, direttore della Caritas diocesana di Como.
«Mischiare i profughi con i senzatetto è sbagliato e dimostra una mancanza di conoscenza della realtà e delle diverse situazioni», ha continuato Bernasconi, il quale ha avuto parole dure anche nei confronti dei mezzi di informazione, accusati di non saper riportare la realtà dei fatti.
«Era meglio quando la legge sull’immigrazione non c’era», è stato il pensiero invece di Luigi Capiaghi, responsabile del Centro di accoglienza di Prestino. Della stessa opinione anche Luciana Carnevale, collaboratrice nella struttura di Prestino, secondo la quale le stesse norme e perfino le convenzioni internazionali sono inadeguate alle necessità e non corrispondono più alla realtà.
L’esperta di diritto dell’immigrazione ha infine avuto parole critiche verso la Questura di Como, accusata di non firmare i permessi umanitari. «L’Italia ha firmato le convenzioni internazionali. Perché a Como non rilasciano i permessi?».

Franco Cavalleri

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