La Caritas contro Regione Lombardia: «Non abbiamo bisogno di gente così

Migranti a Como

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La visita della delegazione regionale alla stazione San Giovanni per guardare da vicino l’emergenza profughi comasca non è piaciuta – per usare un eufemismo – al direttore della Caritas della diocesi lariana.
Roberto Bernasconi, impegnato ormai da giorni in un lavoro difficilissimo fatto di accoglienza, supporto materiale e psicologico, sostegno morale, si scaglia letteralmente contro i rappresentanti di Palazzo Lombardia. Consapevole di innescare in questo modo una dura polemica. Ma anche risoluto nel dire ciò che pensa senza troppe parafrasi.
«Mi prendo tutta la responsabilità delle mie affermazioni – premette Bernasconi – Sono molto arrabbiato. E voglio essere chiaro. La Regione si è svegliata tre settimane dopo ed è venuta a Como soltanto per opportunità politico-elettorale. Non abbiamo bisogno di gente che arriva qui a dirci che cosa si debba fare, gente che non mette nemmeno mano ai fondi necessari ad aiutare chi ha bisogno. Sono stufo di persone che non fanno nulla».
Bernasconi è una furia. Un mare in tempesta che si abbatte su chi «specula» sulla tragedia di uomini e donne in fuga dal proprio Paese.
«I contrari ad aiutare i profughi sono una minoranza, una grossa minoranza, certo, ma pur sempre tale. Una minoranza culturale che ha perso la capacità di stare accanto alle persone che soffrono e che chiedono soccorso».
Il direttore della Caritas diocesana parla di «minoranza» perché, dice, «la città e i comaschi hanno risposto al nostro appello. E anche bene. Abbiamo ricevuto cibo e vestiti. Personalmente ho sempre avuto la certezza che la nostra è una città sana. Una comunità che di fronte a bisogni concreti e a gente che chiede aiuto sa che cosa fare e come agire».
Bernasconi sostiene che questo passaggio sia ormai una costante della nostra vita, «tutti ci dobbiamo allenare per un cammino di solidarietà», dice. Nel frattempo, il direttore della Caritas tira qualche somma sull’emergenza di San Giovanni.
«I numeri si stanno stabilizzando verso l’alto – spiega – ieri sera (venerdì, ndr) abbiamo preparato 180 pasti, le docce del Collegio Gallio funzionano in modo egregio, in tanti arrivano per lavarsi».
La macchina degli aiuti, insomma, «si sta muovendo con maggiore coordinazione». Anche se, conclude Bernasconi, «Siamo comunque costretti a vivere alla giornata. Affrontiamo i problemi uno alla volta e ci attrezziamo per poter andare avanti come meglio possiamo. Confidando sempre nel sostegno dei tanti comaschi che, magari in silenzio, offrono ciò che serve».

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