La casa dalle finestre che piangono

La storia. Serramenti da rifare, ma il cantiere attende il via da 15 mesi
Burocrazia: l’incredibile odissea dei lavori all’istituto Caio Plinio
Esattamente 34 anni fa – era il 1976 – nei cinema italiani arrivò un film di nicchia, la cui notorietà varcò ampiamente i confini del pubblico amante delle cosiddette “mistery stories”. Il merito – più che per la pur avvincente trama, o per le felici scelte del regista Pupi Avati – fu del titolo, inquietante e azzeccatissimo: “La casa dalle finestre che ridono”. Ebbene, oggi, nella poco misteriosa Como dell’anno 2010, quel titolo potrebbe essere applicato, previa qualche modifica, allo strano
caso dell’istituto Caio Plinio di Como. La scuola dalle finestre che piangono. Insieme con porte e serramenti in genere. Vediamo come si è ingenerata questa situazione dai contorni surreali.
Siamo in presenza di una delle tante storie-calvario di cantieri pubblici in città e provincia. Con una differenza: nel caso della Ragioneria non si era di fronte a un’impresa titanica. Anzi, la Provincia di Como, che per competenza gestisce numerosi istituti scolastici superiori, compreso il Caio Plinio, aveva messo questo compito nero su bianco: «Lavori di manutenzione straordinaria per la sostituzione di porte e serramenti». Roba da poco.
E invece no, anche se il 16 ottobre 2008 – tutto vero, la vicenda muove i primi passi oltre 2 anni e 2 mesi fa – la giunta di Villa Saporiti, al momento di approvare l’intervento nell’elenco 2009 delle opere pubbliche, non poteva immaginarlo.
Nemmeno l’importo del lavoro era di quelli da far girare la testa: 250mila euro, così come poi effettivamente approvato dall’esecutivo di via Borgovico l’11 dicembre 2008. E come riconfermato, ovviamente, anche il 12 marzo 2009 quando ancora la giunta provinciale ha deliberato l’ok al progetto esecutivo. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Ma arrivati al giugno 2009 – fatti salvi alcuni piccoli aggiustamenti al quadro economico complessivo dell’operazione – la pratica per dare nuovi serramenti al Caio Plinio procede.
Lentamente, è ovvio. Ma comunque in perfetta linea con i tempi medi di simili “scartoffie”.
Si arriva al giorno davvero fatidico: il 23 settembre 2009. Ossia quando – recitano i documenti ufficiali – Villa Saporiti «stabiliva di affidare in via definitiva, a seguito di procedura negoziata svolta il 22 luglio 2009, i lavori di manutenzione straordinaria per la sostituzione di porte e serramenti all’Itis Caio Plinio di Como» a un’impresa del Lecchese. La quale aveva fatto il “colpaccio” grazie a un ribasso notevolissimo rispetto all’importo messo in gara: il 29,17%.
Per rifare porte e finestre della Ragioneria, dunque, la strada sembra ormai spianata. Tanto che, l’11 novembre successivo (siamo sempre nel 2009), vengono firmati i contratti e l’azienda lecchese emette a favore della Provincia una fidejussione di 29mila euro.
Siamo al 23 dicembre di un anno fa: Villa Saporiti consegna i lavori all’impresa e fissa in 90 giorni «il termine contrattuale per l’esecuzione dei lavori e quindi con scadenza fissata per il giorno 22 marzo 2010». Una barzelletta. Triste.
Già il 9 marzo 2010, infatti, la Provincia concede all’impresa «una proroga di 90 giorni». Mica poco: significa avere raddoppiato il tempo totale a disposizione. Non per costruire una scuola nuova – è bene ricordarlo – ma per cambiare porte e finestre.
Il 29 aprile, però, ecco la doccia gelata: l’azienda stessa chiede a Villa Saporiti la risoluzione del contratto «per cause sopravvenute dovute anche alla situazione economica generale». La grande crisi, insomma.
A questo punto, per tutto giugno, la Provincia chiede «copia degli ultimi bilanci depositati» all’azienda. Inutile dire che l’impresa non trasmette nulla e non invia nessuno sul cantiere come richiesto.
Arriviamo al gran finale. L’azienda va in liquidazione e arriva ad ammettere che «non avendo eseguito lavori, non aveva maturato alcun credito». Il fitto (e sterile) carteggio tra Provincia e impresa procede per tutta l’estate e per tutto l’autunno scorso. Senza esito. Tanto che alla fine, l’amministrazione, l’8 novembre scorso, dichiara risolto il contratto con i privati e preannuncia azioni risarcitorie. E, intanto, torna a spulciare i nomi delle altre aziende che – nel 2009 -avevano manifestato interesse. Oggi, dopo oltre 15 mesi dall’affidamento dei lavori, le finestre del Caio Plinio non possono ancora sorridere. Come nel 1976.

Nella foto:
L’istituto di ragioneria Caio Plinio: da 15 mesi i serramenti attendono di essere sostituiti. È l’ennesima storia di burocrazia

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