Cronaca

La casa delle muse sul lago

altI protagonisti dei cartelloni
Ha un bacino d’utenza ampio, che abbraccia tutta l’area dell’alta Lombardia

Con i suoi 990 posti fra platea, palchi e gallerie (più da quest’anno gli 850 posti estivi dell’Arena all’aperto in via Bellini), il Sociale è il palcoscenico più ambito del Lario e a pieno titolo esprime, fin dagli esordi, una vocazione generalista. Ne è prova la sua lunga storia di stagioni trasversali (ha ospitato anche un circo equestre nell’Arena, nel 1850), di cui qui documentiamo i fatti più salienti.
Il teatro ha ospitato infatti

figure di grandi compositori e interpreti. Spesso gli stessi compositori seguivano con attenzione le sorti dei loro lavori, tenendo in considerazione il giudizio del colto pubblico comasco; molto spesso, presenziavano alle esecuzioni delle proprie opere. E così nei due secoli di vita di questa gloriosa istituzione hanno recitato, cantato, ballato e naturalmente suonato i più grandi attori, cantanti e virtuosi. Qui hanno tenuto concerti memorabili anche i grandi della musica jazz, fra gli altri Gerry Mulligan e Michel Petrucciani. Naturalmente il teatro è fatto di persone: oltre alla lungimiranza dei Palchettisti che ne sono tuttora proprietari, va ricordata la collaborazione di manager professionisti come Vittorio Quattrone che ha garantito un lungo corso di concerti, poi supportato anche dal manager dello Smeraldo e del Ciak di Milano Gianmario Longoni.
Un importante palco per la prosa “seria” e la lirica che mantiene però anche il ruolo di prezioso “carillon” orientato anche a generi popolari come il musical e il teatro leggero di artisti che hanno sempre garantito pienoni come “I Legnanesi”, la storica compagnia fondata da Felice Musazzi. Senza contare i tanti live che qui ha tenuto il menestrello simbolo del Lario Davide Van De Sfroos e appuntamenti ospitati ma che ormai sono parte del Dna del palcoscenico di piazza Verdi come il Concerto di Capodanno della Famiglia Comasca.
Anche perché, quando si parla di “pubblico comasco”, bisogna considerare un bacino d’utenza più ampio, che abbraccia tutta l’area dell’alta Lombardia. Tanto che ormai il Sociale di Como è da anni sempre più “laboratorio” per rodare, con il meccanismo delle anteprime, spettacoli che poi andranno in scena sui più ambiti palcoscenici milanesi. Così il Teatro Sociale di Como, passato dal 2002 sotto la gestione dell’Associazione Lirico Concertistica As.Li.Co., in questi ultimi anni, sotto la direzione di Barbara Minghetti, è diventato il vero cuore musicale della città. Basti ricordare che il “Concorso per Giovani Cantanti Lirici d’Europa” promosso dall’As.Li.Co., iniziativa di talent scouting unica, ha tenuto a battesimo oltre 40 anni fa Katia Ricciarelli. Il teatro, aperto oltre 300 giorni l’anno, guarda oggi al futuro come sede frenetica di mille attività. Non ultime le tante scuole di teatro e di danza, animate da bambini e ragazzi: gli artisti e il pubblico di domani.

Nella foto:
Il virtuoso del violino Uto Ughi si è esibito al Sociale nel 2008
30 Nov 2013

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