La casa secondo Cattaneo protagonista a Cernobbio. Mostra di progetti e disegni di edilizia

Un particolare della fontana di Camerlata

Figura di spicco della seconda generazione del Razionalismo comasco, amico e collaboratore di maestri quali Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri, il lariano Cesare Cattaneo (1912-1943) è un architetto che merita di essere scoperto dal grande pubblico. Prosegue con una mostra che apre oggi alle 18.30 Cesare Cattaneo e le “case isolate”, l’attività di valorizzazione del maestro a cura dell’Archivio Cattaneo di Cernobbio nella sede di via Regina 41/A. Casa Cattaneo a Cernobbio, monumento di pulizia formale ma frutto di una straordinaria complessità, merita di per sé una visita quale capolavoro dell’architetto, caratterizzata da un impianto volumetrico con pieni e vuoti che creano un effetto visivo astratto e lirico. L’autore è però celebre presso i comaschi soprattutto per la “Fontana di Camerlata” (1935-36), che firmò per la Triennale di Milano con Mario Radice.
L’edificio di Cernobbio (1938-39), a lungo pensato e modificato nel suo iter progettuale, è stato definito il «capolavoro dell’astrattismo polidimensionale». La poetica di Cattaneo venne espressa dall’autore nel testo Giovanni e Giuseppe. Dialoghi d’architettura (Milano 1941). Il libro sarà anche il punto di arrivo della riflessione sull’edilizia residenziale di Cattaneo, come scrive il presidente dell’Archivio, Marco Ortalli, introducendo il catalogo della mostra: «Case isolate sono le abitazioni singole, che vanno dalle prime ville dell’inizio anni Trenta alla casa rurale e infine alla Casa-famiglia per la famiglia cristiana del 1942, mentre le case collettive ospitano gli studenti oppure sono la “Casa per l’assistenza fascista di una città di 100.000 abitanti” dei Littoriali del 1935 o l’Immobile “CX” nel centro di Como del 1938 o i progetti per alberghi a Milano (1934) e Ivrea (1942)».
Anche nell’edilizia privata Cattaneo si conferma un incessante quanto rigoroso sperimentatore. «E non è un caso – ha commentato la studiosa elvetica di architettura Nicoletta Ossanna Cavadini – che Terragni indicasse in lui uno dei razionalisti della nuova leva più promettenti». In lui si può leggere in nuce l’intera vicenda del Razionalismo, che teorizza ma ha anche ben presenti i problemi del costruire, la quotidiana pratica di cantiere, luogo in cui va in scena la progressiva conquista di un risultato armonico.
La mostra aperta da oggi al 20 gennaio presenta numerosi schizzi e disegni originali e sarà corredata da alcune maquettes, sia storiche che appositamente realizzate.
Il catalogo edito con la consueta eleganza e pulizia dall’Archivio è curato dal maggior storico italiano di architettura, Giorgio Ciucci: «Afferma Cattaneo – conclude così Ciucci – che lo spirituale deve precedere il materiale […] È cioè impossibile raggiungere una soluzione materiale dei problemi senza averli prima inquadrati in una soluzione spirituale: perché non avrebbe senso».

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