Cronaca

La Caserma De Cristoforis sarà libera dal 2018: «Ideale per uffici pubblici»

altIl comandante A Como sono arrivati gli ultimi anni per l’esercito
E per i Mondiali di calcio proposto maxi-schermo nel piazzale
(f.bar.) Le note del silenzio potrebbero risuonare per l’ultima volta nel 2018. È questa la data, ormai sempre più probabile, dell’ammainabandiera definitivo nella caserma “Carlo De Cristoforis”.
L’imponente struttura militare e l’immensa piazza d’Armi, oggi attraversate dai pochi militari rimasti in servizio, si trasformeranno in qualcos’altro che però nulla avrà più a che fare con uniformi e gradi militari. Tra le diverse ipotesi anche quella di insediare una vera e propria cittadella

amministrativa in grado di accorpare in un unico luogo gli sportelli dei più svariati uffici. A dirlo è stato il comandante della caserma, il colonnello Marco Tesolin. In un’intervista rilasciata mercoledì scorso a Etv, infatti, il graduato – arrivato a Como il 25 ottobre 2013 in sostituzione del colonnello Mario Pietrangeli – ha annunciato il probabile addio.
«A tutt’oggi è previsto per il 2018 il passaggio di tutte le competenze documentali a un centro che sarà di caratura nazionale e quindi presumibilmente la caserma potrebbe passare ad altre amministrazioni dello Stato», ha detto il colonnello Marco Tesolin ai microfoni di Etv.
Il futuro dunque, anche se a lungo termine, sembra essere segnato. Il 31 maggio la Caserma Carlo De Cristoforis compirà un secolo di vita. E per la prima volta, dopo anni di teorie e ipotesi, si parla concretamente di una riconversione della struttura diventata oggi un centro documentale.
Nel giro di quattro anni l’esercito potrebbe lasciare definitivamente l’area di piazzale Monte Santo. Un’area enorme, oggi occupata solo al 50%.
«Gli spazi della caserma sono immensi. Si parla di circa 8-9mila metri quadrati per le zone al chiuso. In aggiunta c’è anche il piazzale – ha detto il comandante della De Cristoforis – In ogni caso ho già ricevuto indicazioni per iniziare a capire come poter utilizzare questa struttura».
Rispetto ai 1.200 soldati di un tempo, oggi ci sono circa 30 persone al lavoro tra la palazzina comando e quella che ospita l’archivio. Vuoti invece gli altri due edifici. All’interno si può compiere un vero e proprio salto indietro nel tempo – specialmente per quanti hanno fatto il servizio militare – attraversando gli immensi corridoi o soffermandosi nelle ampie camerate con le classiche brande d’ordinanza e gli armadi per gli effetti personali. Parte delle stanze sono vuote e oggi vengono utilizzate per svariate attività.
«In un’ottica futura potrebbero essere trasformate in uffici», aggiunge il comandante. Intanto, giusto per fare un esempio, il salone che anni fa ospitava il bar da qualche mese viene spesso messo a disposizione di onlus e associazioni. Mentre in quella che un tempo era la mensa oggi è in programma la mostra degli Alpini. «Io però non credo che sia fattibile la promiscuità tra noi e altre attività Bisognerà attendere il 2018. Personalmente come cittadino vedrei bene un polo amministrativo con vari uffici. Una persona potrebbe così sbrigare, con un solo viaggio, tutte le incombenze», aggiunge il colonnello Tesolin.
Proposte che apriranno inevitabilmente un dibattito sul futuro della struttura. L’obiettivo del comandante, del resto, è aprire sempre di più la caserma alla città. In tal senso arriva una proposta per i prossimi Mondiali di calcio. «Perché non utilizzare il piazzale per installarci un maxi-schermo? Destinando anche una porzione dell’area a parcheggio?», conclude il comandante Tesolin.

Nella foto:
I grandi spazi aperti e coperti della De Cristoforis. Nel piazzale avvenivano ogni mattina le adunate dei soldati per l’alzabandiera (Mv)
16 maggio 2014

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