La Cassa Depositi e Prestiti “salva” il progetto della Ticosa

altLa città che cambia
Lunedì nuovo incontro “informale” tra Multi e Comune

(da.c.) I libretti di risparmio postali in cui gli italiani versano i loro risparmi potrebbero “salvare” il progetto della Ticosa.
Può sembrare un paradosso, ma il rilancio nella trattativa in corso tra Comune di Como e Multi – società internazionale vincitrice del bando per la riqualificazione dell’area di via Grandi – passa proprio dalla disponibilità della Cassa Depositi e Prestiti di investire una montagna di soldi nell’housing sociale da insediare in Ticosa.
In un primo momento

si era parlato di 50 alloggi, ma le ultime indicazioni parlano addirittura di 150 appartamenti. Con un simile investitore alle spalle, Multi potrebbe decidere di “accontentarsi” della superficie commerciale stabilita in un primo momento – 9.800 metri quadrati, ovvero il 25% del totale complessivo delle costruzioni previste – e risolvere in radice il contenzioso aperto con il Comune.
«La situazione è molto delicata – dice l’assessore all’Urbanistica di Como, Lorenzo Spallino – Non intendo per questo rilasciare alcuna dichiarazione».
Il no comment di Spallino è pressoché totale, al punto che l’assessore non ha voluto confermare al Corriere di Como nemmeno l’incontro avvenuto lunedì a Palazzo Cernezzi, nello studio del dirigente, con gli emissari di Multi.
Una riunione peraltro del tutto informale, in cui si è riannodato ancora una volta il filo della trattativa. La novità autentica, e non di poco conto, però sarebbe emersa. L’impresa che dovrebbe costruire il nuovo quartiere di via Grandi si sarebbe detta disponibile ad andare avanti potendo contare sui 9.800 metri quadrati di commerciale autorizzato.
In pratica, la Multi giudica a questo punto sufficiente la quantità di negozi previsti dal bando di gara. E il progetto sarebbe diventato sostenibile finanziariamente anche per l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, disponibile a quanto pare a investire nella ex Ticosa molto più di prima.
In sostanza, l’istituto di credito degli enti locali si è detto pronto a realizzare fino a 150 alloggi di housing sociale, il triplo di quanto immaginato sino a questo momento.
Così facendo, le superfici non commerciali della “nuova Ticosa” non sarebbero un fardello eccessivo per chi costruisce.
Sembra che lo stesso Comune si sia incontrato o abbia avuto rassicurazioni dirette dalla stessa direzione della Cassa Depositi e Prestiti. Quest’ultima notizia, però, non ha trovato conferma ufficiale. Una cosa è invece certa: costruendo housing sociale, il prezzo di acquisto delle aree diventerebbe molto meno oneroso e la Multi potrebbe proseguire nell’iniziativa avviata ormai quasi 8 anni fa.
Resta da definire un altro problema, tuttora sul tappeto. Ovvero, la questione del cosiddetto “parco commerciale”.
Il Comune di Como ha chiesto alla Regione Lombardia un parere sulla compatibilità del bando di gara con le nuove normative in materia di commercio. Realizzare ex novo quasi 10mila metri quadrati di negozi, in un complesso edilizio unitario e attraversato da una viabilità pedonale continua, dà vita a un “parco commerciale”, tipologia urbanistica assimilata dalla legge al centro commerciale. Il Comune ha sollevato la questione della impossibilità di realizzare in città un centro commerciale. E ha chiesto alla Regione un parere pro veritate sulla interpretazione della normativa. Alcuni incontri si sono succeduti e la risposta dovrebbe giungere nel giro di poco tempo.
Fonti regionali dirette hanno però confermato che il Pirellone rimanderà al mittente il quesito spiegando che il mantenimento dei numeri contenuti nella gara sono perfettamente compatibili con la legge sul commercio.
La stessa Regione farà anche notare la contraddittorietà di una tesi contraria a quella contenuta nel bando di gara.
Spetterà al Comune, insomma, dire sì o no a Multi. L’aiuto insperato della Cassa Depositi e Prestiti potrebbe rivelarsi decisivo. Da Palazzo Cernezzi ripetono che nessuna pregiudiziale è stata mai posta a Multi, tranne il rispetto del bando di gara.
Sembra chiara la volontà di non fare affogare il progetto, ma la parola decisiva non è ancora stata pronunciata.

Nella foto:
Nell’area di via Grandi si sta portando a termine la bonifica dei terreni una volta occupati dalla Tintostamperia Ticosa

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