La Cisl contro i tagli. Chiesto un incontro con Lucini Larghi: «Attendiamo da 2 anni»

alt Le difficoltà di bilancio

(p.an.) C’è preoccupazione e c’è la richiesta di un confronto che manca ormai da due anni nelle parole che il segretario aggiunto della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi, rivolge al sindaco di Como, Mario Lucini. Il “buco” di 12 milioni di euro nel bilancio di Palazzo Cernezzi e i possibili correttivi per il pareggio spaventano il sindacato. «Prima di tutto vorrei sottolineare l’assenza di metodo – attacca Larghi – È previsto un protocollo con la consultazione anche dei sindacati. È stato

firmato anche dall’Anci a livello regionale, ma a Como questo non viene rispettato. È stato così per il primo bilancio dell’era Lucini e lo è stato anche questa volta».
Il segretario aggiunto della Cisl dei Laghi entra poi nello specifico.
«Siamo preoccupati perché recuperare 12 milioni si può tradurre nel taglio dei servizi essenziali al cittadino e in aumenti discriminanti di tariffe, tasse e tributi».
La Cisl dei Laghi si rende ad ogni modo conto delle difficoltà che toccano tutte le pubbliche amministrazione anche per i mancati trasferimenti dallo Stato.
«È innegabile che la giunta Lucini stia governando in un momento complicato, ma proprio nella difficoltà si devono imporre scelte e priorità – prosegue Larghi – Quando ci sono soldi da distribuire è tutto facile. Se invece ci sono pochi euro da spendere è fondamentale che questi vengano investiti su progetti e iniziative attrattori di altri investimenti, che generino denaro per il Comune».
È questa insomma la rivendicazione del mondo del lavoro anche a livello locale. «Se invece tutto si traduce ancora in tagli e costi, a cominciare dai parcheggi, la gente finisce per andare altrove e la crisi cresce in una spirale senza fine».
Larghi scriverà a Lucini per avere un incontro insieme con gli altri segretari dei sindacati lariani, Cgil e Uil. «È giusto pensare a chi non ha niente – conclude – ma ora si devono salvare anche le fasce intermedie che hanno ancora qualcosa mettere in circolo. O sarà la fine».

Nella foto:
Gerardo Larghi

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