Il vescovo: “Non votare è peccato di omissione”. E attacca i leader populisti
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Il vescovo: “Non votare è peccato di omissione”. E attacca i leader populisti

La Messa di Capodanno del Vescovo Oscar Cantoni nel  Duomo di Como

 

I fuochi d’artificio durante la festa di Capodanno  sul lungolago

 

Il concerto di Capodanno della Banda Baradello al Sociale di Como

 

Una tradizione che si rinnova, il saluto al nuovo anno e l’addio al vecchio sul lungolago di Como. Il Capodanno della “Città dei Balocchi” ha richiamato secondo copione migliaia di comaschi e turisti nella stupenda cornice offerta dal primo bacino del lago, con mezz’ora di fuochi pirotecnici riflessi sull’acqua accompagnati da musica.
I fuochi sono stati lanciati da una zattera posizionata a 250 circa metri dalla riva, tra diga foranea e Tempio Voltiano, sulla musica di popolari hit come Fireworks di Katy Perry e l’aria “Libiamo ne’ lieti calici” da La Traviata di Giuseppe Verdi. Come era facile prevedere, nonostante i consigli dispensati per tempo alla popolazione di programmare l’afflusso ordinato nell’area lago tra Villa Olmo e Villa Geno, lasciando a casa le auto, non sono mancati disagi alla circolazione nei punti nevralgici della città.

La comunità cristiana comasca ha poi salutato il nuovo anno con il vescovo di Como Oscar Cantoni, che ha celebrato nella messa pontificale di ieri alle 17 nella solennità della Santa Madre di Dio, la principale festività mariana dell’anno liturgico, che coincide con la Giornata Mondiale della Pace, e con l’affidamento di città e Diocesi a Maria. Nella messa di ringraziamento del 31 dicembre, il  solenne “Te Deum” di San Silvestro, il presule non ha mancato di intervenire sulle prossime elezioni politiche del 4 marzo, dichiarando che “mancare al voto è da considerarsi un vero e proprio peccato di omissione”. “Siamo in un periodo  – ha detto nell’omelia – in cui i partiti e gli uomini politici hanno generato delusione e lontananza dall’impegno politico. Il malcontento e la diffidenza verso i leaders politici si sono approfonditi a causa di aspettative non soddisfatte e problemi non risolti. L’astenersi dal voto, a cui tutti invece siamo obbligati, non deve essere  espressione di questa delusione. Non deve essere il partito dei rinunciatari a prevalere, e nemmeno i leaders populisti possono assumere le responsabilità di governo sfruttando le rabbie e le paure della gente, a causa di promesse di cambiamento seducenti, quanto irrealistiche”. Nella stessa omelia non ha mancato di riferirsi all’emergenza migranti in città «che ci dischiude nuovi orizzonti» e invita a «convivere, qui nella nostra terra, con una cultura pluralista, frutto della presenza di persone provenienti da altre parti del mondo. Le persone, sebbene diverse da noi, non possono essere ritenute delle minacce o nemici da temere, ma devono essere ospitate come fratelli in umanità».

Appuntamento tradizionale per il saluto al nuovo anno infine anche da parte della Famiglia comasca al Teatro Sociale, dove il sodalizio ha vissuto il suo trentesimo concerto di Capodanno in compagnia della Banda Baradello diretta dal maestro Ettore Anzani. Evento clou dell’appuntamento musicale è stata l’esecuzione del Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 16 di Edvard Grieg che ha visto protagonista il noto pianista Vsevolod Dvorkin. Ha presentato come sempre l’evento l’attore comasco di fama internazionale Diego Gaffuri.

1 gennaio 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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