La città del futuro, l’ex assessore Gaddi attacca. «Como è una città fossilizzata»

Como dall'alto

Gli spazi da immaginare per la Como del futuro non sono il solo elemento da considerare. Progettare una città a misura di giovane è fondamentale ma quello che «manca più degli spazi è la mentalità. Como è una città fossilizzata, altro che solo per vecchi». Entra a gamba tesa, come suo costume, il curatore di mostre ed ex assessore alla Cultura Sergio Gaddi sul dibattito della Como che verrà. Discussione tornata d’attualità dopo che la Commissione urbanistica, riunita per ascoltare quattro “grandi saggi” sul disegno della città del domani, ovvero il presidente dell’Ordine degli Architetti Michele Pierpaoli, Franco Panzeri per l’Ordine degli Ingegneri, il professore Emanuele Boscolo dell’Università dell’Insubria e l’ingegnere Clemente Tajana dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli ha sancito che «a Como serve una visione d’insieme, una progettualità capace di coinvolgere diversi settori». E Gaddi affonda. «Como è chiusa, egoista. Il peccato originale della città è pensare di essere al centro del mondo ma non è così. Bisogna cambiare approccio. Prestare la massima attenzione alla bellezza che deve ispirare ogni scelta. Dal punto di vista architettonico, nell’ipotizzare spazi per i giovani. O si ha una mentalità internazionale o non si uscirà dalla logica di creare in zone periferiche grandi parcheggi», chiude l’ex assessore. «A Como manca forse una visione di insieme. Faccio un esempio: a Lugano esiste uno spazio, lo Studio Foce, creato per i giovani. Ha un club, un teatro e investe sui ragazzi. Si organizzano eventi – spiega il manager musicale Giampiero Canino – E la città investe tanto. A seguirlo è il dicastero cultura del Comune. A Como non esiste nulla di simile e non ci sono posti dove ritrovarsi o fare musica. Anche perchè non si deve guardare solo ai 3 mesi estivi quando Como si trasforma in un’attrattiva naturale, ma ragionare sul lungo periodo. Chi immagina il domani deve tenere in considerazione questi fattori». Consapevole della necessità di curare il verde, creare spazi per sport e svago è l’assessore all’Ambiente Marco Galli. «Deve essere una linea guida. Ed è quello che cerchiamo di fare. Lo sviluppo urbanistico ha le sue esigenze ma si devono contemperare con quelle del verde, dello sport, dei giovani», dice Galli.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.