La città di Como alla prova del tempo. Visioni di ieri e di oggi nel libro di Pifferi

altAngoli significativi del capoluogo tra scatti d’epoca e riprese attuali
Con la magia delle moderne tecniche fotografiche digitali, si rende possibile una visione stereoscopica di Como che mette a stretto contatto il passato e il presente. L’editore e fotoreporter lariano Enzo Pifferi ha da poco mandato in libreria, e di recente anche presentato nella Sala Zodiaco del Casino Sociale di via Bellini a Como, la sua nuova strenna 2014, dal titolo Como allo specchio del tempo, a cura di Alberto Longatti e Luca Levrini. Una ricerca iconografica che mette a confronto immagini di ieri e di oggi di luoghi storici o caratteristici della città lariana. Per scoprire come il tempo e gli abitanti stessi hanno agito sul tessuto urbano, trasformandolo e non sempre in meglio.

Un viaggio nella memoria che ha il sapore della nostalgia ma invita anche a riflettere sulla situazione attuale, per progettare meglio il futuro del capoluogo. Sì, perché di ogni scorcio nella rappresentazione “double face” che abbina il passato e il presente si è voluta mantenere «la prospettiva più vicina all’originale storico». Proprio per marcare il cambiamento per forza d’immagine, senza che intervenisse il sospetto di forzature, deformazioni o inganni prospettici.
Un amarcord lungo 159 pagine che rinfresca il ricordo spesso sbiadito e racconta per immagini che valgono più di mille parole come il volto e anche l’anima del capoluogo si siano evoluti (e involuti). Dal centro alla periferia. Dai vari aspetti del lungolago (da anni nel cuore di un dibattito tuttora in corso, anche in modo infuocato) ai vari “salotti buoni”, dall’arteria (strategica anche come nodo turistico) della funicolare Como-Brunate che ora compie 120 anni alla zona a Sud con le sue varie ondate di urbanizzazione. Scattano subito varie domande: meglio come si era o come si è? E tra mezzo secolo, la prosaica quotidianità dell’oggi che spicca in certi scorci di vie urbane riprese a colori avrà lo stesso effetto di nostalgia vintage che hanno le foto in bianco e nero di un secolo fa? Ai posteri, è il caso di dirlo, l’ardua sentenza. Ai lettori di oggi, il piacere e il gusto della coltivazione di un terreno che dà comunque sempre frutti, ossia la memoria.

Nella foto:
La zona a Sud della città tra il Monte Baradello e il Monte Goi, tra i primi del ’900 

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