La città di Como rivuole i “suoi” bambini. Si cerca un accordo con San Fermo

Ospedale Sant' Anna

San Fermo della Battaglia, il nuovo ospedale S. Anna 20/10/2010(f.bar.) I nati all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia rivedranno comparire Como, sulla carta d’identità, quale luogo di nascita? Altamente probabile.
Il confronto tra i due Comuni interessati si è infatti aperto di recente con esiti incoraggianti. Il famoso e contestatissimo accordo di  programma sul nuovo ospedale, datato 2003, di fatto sancì – lasciando l’amaro in bocca a Palazzo Cernezzi – la localizzazione del nuovo presidio medico e la relativa residenza dei nascituri sul territorio di San Fermo e non in riva al lago. L’accordo portava con sé anche ulteriori vincoli a favore del paese della cintura. A partire dalla cessione dell’ex Istituto Somaini, avvenuta ormai 4 anni fa, e di un’altra lunga serie di ulteriori terreni, attualmente in fase di passaggio al Comune di San Fermo.
«L’elenco è lungo e proprio in questo periodo si stanno delineando le operazioni per il trasferimento in nostra proprietà», dice il sindaco di San Fermo della Battaglia, Maurizio Falsone. Ma le riunioni sul tema, tra i rappresentanti dei due municipi, hanno fornito l’occasione per tentare di ridisegnare, almeno in parte, l’accordo del 2003. A partire proprio dalla questione anagrafe.
«Ci siamo incontrati, e lo rifaremo a breve, con il vicesindaco di San Fermo, Pierluigi Mascetti e, oltre a delineare il quadro delle cessioni abbiamo discusso anche d’altro», dice l’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno.
E le intenzioni sembrano chiare. «Sono fortemente motivato a fare in modo che, innanzitutto, l’ufficio anagrafe ritorni in toto a Como. Oggi, infatti, due nostri dipendenti sono dislocati a San Fermo per ovviare alla mole di lavoro che deriva dal dover registrare i nascituri – dice sempre Iantorno – Sinceramente mi sembra uno spreco di risorse. Inoltre, siamo l’unico capoluogo di provincia che vede gran parte dei cittadini (non tutti, per fortuna, grazie all’ospedale Valduce) non mantenere l’identità cittadina dei genitori per nascita. L’intenzione è di invertire questa regola. Ci credo e penso che lo spirito collaborativo creato con i colleghi di San Fermo possa portare a buoni risultati».
E in ogni caso, occorrerebbe magari «introdurre un nuovo criterio. Ad esempio, la residenza dei genitori, se si nasce in Italia. È una riforma facile da fare e devo proporla ai nostri parlamentari», dice Marcello Iantorno.
Inevitabile, in tale situazione, il riaffiorare di vecchie polemiche. «Quel famoso accordo del 2003 conteneva troppi punti discutibili. Mi domando che cosa pensassero i firmatari dell’epoca. Oltre all’anagrafe, anche la gestione dei parcheggi è stata mal condotta. Cercheremo un confronto anche su questo ulteriore argomento», conclude l’assessore di Palazzo Cernezzi.
Intanto, tornando alle aree da cedere, va specificato come si tratti, in dettaglio, di  due terreni boschivi nel confinante comune di Cavallasca e altrettanti a Monte Olimpino, un immobile a ridosso dell’ex istituto a San Fermo, oggi sede dell’Anffas, e di una serie ulteriore di terreni tra cui una porzione della strada di accesso a quello che in passato era un istituto correzionale dove venivano mandati i cosiddetti  “barabitt”, ovvero i bambini difficili affidati a questi luoghi.
Infine, un vasto appezzamento agricolo a Sud dello stesso. «Purtroppo i lavori di ristrutturazione nel complesso dell’ex Somaini sono molto costosi. Si parla di una cifra che si aggirerebbe sui 3 milioni di euro – dice il sindaco di San Fermo, Maurizio Falsone – Si è dunque previsto di destinare, visti anche i vincoli stringenti imposti dal patto di stabilità, parte della struttura a un uso pubblico. E in tale ottica abbiamo deciso di investire 400mila euro, altrettanti lo scorso anno,  per realizzare una biblioteca e spazi per le associazioni. L’intervento, già partito, si concluderà quest’anno. Per il resto, sarà necessario individuare soggetti disponibili e con le capacità economiche per intervenire in maniera complessiva sul resto dell’edificio».

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