Cronaca

La classe dirigente del territorio sappia assumersi nuove responsabilità

L’intervento
Ho seguito in silenzio la presentazione del volume Il capitale città. Un silenzio dettato dalla mia attuale condizione di ex-assessora, che necessita inevitabilmente di una fase di “rielaborazione del lutto”. Ma gli stimoli scaturiti dall’incontro sono così forti che meritano di essere espressi.
In primo luogo, per ringraziare il presidente De Santis per questa trilogia sulla città che ci lascia materiale di studio, ma anche riflessioni e un appello alle “volontà”, per contrastare un’inerzia perniciosa. In secondo luogo per condividere il richiamo (…) sulla necessità di interrogarsi sì sulle cause (prossime o remote) di un appannamento della capacità progettuale della città, ma soprattutto di concentrare le energie per la costruzione delle risposte, per innestare processi che ci facciano tornare a esprimere un pensiero e un’azione alti.
Appello (…) che aveva ispirato in me , un anno fa, il percorso di beCOMe proposto alla città, non a caso con il supporto scientifico di Mauro Magatti (…).
Nel merito delle riflessioni dibattute, non posso che rilanciare l’appello a ritrovare la strada per rimontare dalla dilagante crisi di valori che è alla base del nostro smarrimento. Una crisi in cui difficoltà economiche e smantellamento del sistema di protezione generano insicurezze profonde, esclusione, disagio e sofferenze individuali e sociali sempre meno sopportabili. Al richiamo ad una più decisa assunzione di responsabilità da parte dell’attuale classe dirigente, aggiungo l’urgenza di tornare a dare linfa ad un processo di mobilità sociale che si sta azzerando dopo le parziali conquiste degli anni Sessanta e Settanta.
(…) Accanto all’alta formazione è indispensabile concentrare la nostra attenzione (e le risorse) sulla formazione di base, per contrastare una selezione sempre più precoce. Come non prestare attenzione ai dati sulla dispersione scolastica che la Fondazione Comasca evidenzia?
(…) Accanto alla attrazione di talenti, Como deve anche proporsi l’obiettivo di trattenere e reimpiegare i “suoi” cervelli. Non da oggi le Ferrovie Nord e le Ferrovie dello Stato sono piene di pendolari di alta qualificazione, che alimentano il mercato del lavoro metropolitano. Ottima opportunità: a patto che abbia poi modo di innestarsi sul nostro territorio, fertilizzandolo con le competenze e le relazioni coltivate nelle esperienze professionali maturate in un contesto dinamico come Milano. Chiudo aggiungendo anche il mio appello affinché si costruisca quella agorà necessaria per (…) coltivare un pensiero che non sia disgiunto dal fare e che aiuti il livello istituzionale, quello economico e quello sociale a spendersi al meglio.
Gisella Introzzi, esponente della lista “Amo la mia città” che si è appena sfilata dalla maggioranza di Palazzo Cernezzi, è stata fino a pochi giorni fa assessore al Commercio e al Personale di Como. Pubblichiamo un ampio stralcio di un suo intervento sul tema “Il capitale città”

Nella foto:
Gisella Introzzi
17 ottobre 2014

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