La classifica: Como leader in Italia nell’export del pesce lavorato

pesce

A prima vista il risultato è strabiliante: lago batte mare ma, soprattutto, Como batte il resto dell’Italia essendo la provincia leader nell’export del pesce lavorato e conservato. No, non è da ricercare in questo dato la spiegazione della carenza di lavarello nelle acque del Lario, bensì nel fatto che la classifica in questione è “alterata” dal fatto che a Cermenate esiste una multinazionale del settore, la Bolton Group che lavora tonno e salmone poi marchiato con la celebre etichetta Rio Mare. Presenza preziosa per il territorio, che issa Como in vetta alla graduatoria dell’export del pesce con 155 milioni di euro e un aumento del 9% annuo.

Seconda, staccatissima – quasi 29 milioni di euro – c’è Venezia, poi Rimini (21,7 milioni di export) e Rovigo (20,4 milioni). Ma dove esporta, principalmente, l’Italia? In Germania (13% del totale), Grecia (9%) e Svizzera (7%). La nostra nazione, tra l’altro, importa molto di più di quanto esporta: 4,6 miliardi di import a fronte di appena 456 milioni di export, e di questo come detto 155 milioni da Como. Gli stati del mondo da cui l’Italia importa pesce lavorato sono principalmente la Spagna (con il 30% del totale, con una crescita nell’ultimo anno del 12%), poi l’Ecuador (8%, +8%), Paesi Bassi e Francia (5%). In crescita anche Sri Lanka, Indonesia e Argentina. Queste statistiche sono frutto di uno studio redatto dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi.

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