La Cna ai futuri sindaci. «Applicate l’Imu al minimo e basta “regalare” appalti»

«Il criterio del massimo ribasso è assurdo»
Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, anche le categorie produttive vogliono far sentire la propria voce e le proprie richieste. La prima a scendere metaforicamente in campo è la Confederazione nazionale degli artigiani (Cna), con una lettera inviata ai candidati a sindaco di Como e anche degli altri centri chiamati alle urne a maggio.
Nel sintetico documento (due pagine), una proposta spicca su tutte e riguarda la temuta Imu (Imposta municipale unica, sostituta della vecchia Ici). «Riteniamo essenziale – scrive il presidente
della Cna di Como, Enrico Benati – che l’Imu venga applicata in tutti i Comuni all’aliquota minima prevista dalla legge». Ma oltre a come applicare il nuovo balzello, Benati esprime un auspicio anche per l’impiego dei relativi proventi.
«Sarebbe opportuno – scrive il presidente della Cna – che una quota di questa nuova tassa, in chiave federalista, potesse tornare al tessuto produttivo. In particolare, chiediamo che una parte dell’Imu possa essere destinata, con azioni da concordare all’interno della Consulta dell’Economia, al sostegno delle attività economiche sulle quali graverà in misura particolarmente pesante».
Un altro passaggio significativo della lettera spedita ai candidati sindaco riguarda la gestione degli appalti pubblici. «Le amministrazioni – sottolinea la Cna – dovranno vigilare affinché gli appalti non vengano assegnati con il più assurdo dei criteri, cioè con il massimo ribasso. Questo sistema non solo non può garantire la qualità delle opere realizzate ma è sempre più la strada d’ingresso di chi vuole lavorare senza rispetto delle regole e magari riciclare denaro».
Dopo una lunga serie di altre richieste («Favorire la premialità per cittadini e imprese che intendono riqualificare i propri ambienti», «Investire nella formazione», pianificare «il marketing territoriale») ecco un invito a fare attenzione alle cosiddette “piccole cose” dell’amministrazione pubblica.
«Bisogna offrire opportunità di lavoro alle imprese locali – conclude il presidente della Confederazione, Enrico Benati – facendo tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui hanno bisogno le nostre comunità (scuole, strade, verde pubblico ecc.), avendo come riferimento la necessità di creare un ambiente davvero sicuro».
Ora Cna attende le risposte dei tanti aspiranti primi cittadini.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il timore
Anche la Cna teme che l’effetto della nuova Imu, che sostituisce l’Ici, possa essere molto gravoso sia per i cittadini, sia per le imprese

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