La Como di Virzì simbolo del degrado: si accende la polemica

Il captale umano

Anteprime cinematografiche – A poche ore dall’arrivo nelle sale si accende la polemica attorno al film noir “Il capitale umano”

Il livornese fa arrabbiare Como. L’arrivo del nuovo film di Paolo Virzì Il capitale umano sul Lario (all’Uci di Montano), atteso giovedì, è nel segno della polemica. Ci ha pensato un’intervista rilasciata ieri a “Repubblica”. La scelta di girare parte del film – beffarda riflessione su certa Italia affamata solo di denaro – proprio a Como è stata così giustificata dal regista: «Como, città ricchissima, esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, il Politeama, chiuso e in rovina». Como è così «simbolo di un inarrestabile degrado e sottomissione al denaro».

Il cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi è il luogo simbolo del degrado che Virzì ha scelto lo scorso marzo per uno dei set del film tratto dall’omonimo giallo di Stephen Amidon, protagonisti Valeria Bruni Tedeschi, accanto a Fabrizio Bentivoglio, più Valeria Golino. «Spero che il Politeama possa presto “tornare in scena”. È uno scandalo che una città così ricca lasci andare un teatro tanto importante. È un vero gioiello, ed è un autentico peccato che venga trascurato così». Così si era espresso l’anno scorso Virzì colloquiando con il “Corriere di Como”.

Ma le recenti parole spese sul Politeama «unico teatro» comasco non sono piaciute a due comaschi che contano. «Si informi meglio, la definizione non rende giustizia a Como e al fatto che la città ha un teatro storico e di tradizione che funziona alla grande e che intendiamo far funzionare sempre meglio. Spero sia solo una svista giornalistica». Così si è espressa ieri la presidente del Teatro Sociale As.Li.Co. Barbara Minghetti, che ha invitato Paolo Virzì ad assistere a uno spettacolo sul palcoscenico di piazza Verdi per rendersi conto di quanto Como sia viva. «Andrò senz’altro a vedere il suo film – ha aggiunto Barbara Minghetti – E ricordo che non c’è solo il Sociale a tenere alto il livello culturale di Como ma altre realtà come la mostra d’arte tessile “Miniartextil” e la kermesse culturale “Parolario”, conosciute a livello nazionale. Insomma, non facciamoci scoraggiare».
«Forse c’è stata un po’ di confusione con quel che dice un personaggio del film?», si è chiesto ieri su Twitter lo stesso Virzì, che oggi alla Terrazza Martini di Milano incontra la stampa per presentare il nuovo film in attesa dell’imminente uscita.

«Mi stupisco che si possa cadere in un simile errore – è però il commento dell’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno, a proposito delle dichiarazioni di Virzì – Cioè ritenere come unico teatro di Como il Politeama, quando è noto che fra le numerose attività culturali di grande prestigio e qualità c’è il Sociale».
L’altra questione calda è il presente e il futuro del Politeama, chiuso da quasi un decennio e giunto in eredità al Comune. «Fin dai tempi del set – ricorda Iantorno – il regista livornese si è detto disponibile a collaborare al recupero della storica struttura. Accogliamo il suo invito e cercheremo di valorizzare il suo intento. L’amministrazione comunale e io in particolare siamo da sempre interessati al recupero di questo importante bene storico e spero che nei prossimi mesi maturino importanti novità, visto che da tempo sono in corso contatti con potenziali partner. Andrò senz’altro anche io a vedere il film di Virzì, dato che è un bravo regista. Sarebbe interessante magari riaverlo qui a Como e nell’occasione fare una bella iniziativa insieme proprio per la valorizzazione dell’ex cineteatro comasco». Al dibattito si è aggiunto ieri su Twitter anche l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino, augurandosi che l’uscita del film e la polemica siano uno sprone a recuperare il Politeama.

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