La Comodepur resterà in centro. Decaduta l’ipotesi del trasloco dell’impianto
Economia, Territorio

La Comodepur resterà in centro. Decaduta l’ipotesi del trasloco dell’impianto

Si torna a parlare di Comodepur e dei problemi di convivenza con un impianto di depurazione in centro città. A sollevare la questione è l’ex assessore alla Viabilità del Comune di Como, Nini Binda. «Viviamo in una città a vocazione turistica nell’anno del turismo sostenibile e ancora abbiamo in centro città l’impianto di depurazione», scrive Binda, che racconta come spesso venga fermato in centro «da chi mi chiede le ragioni della puzza ammorbante».

Binda vorrebbe che la questione del trasloco della Comodepur rientrasse tra i temi della campagna elettorale. «Gli industriali avevano pensato a soluzioni atte a bucare la montagna e ad inserire lì il depuratore, non se ne è più parlato», ricorda sempre Binda. Prima che il dibattito finisca però sul tavolo dei candidati sindaco, è il presidente di Comodepur a spiegare come la questione non sia risolvibile nel breve periodo.

«Qui si parla dell’eventuale realizzazione di un nuovo impianto, con investimenti di diversi milioni di euro, difficoltà nel trovare aree idonee, e nel caso si uscisse dalla convalle, difficoltà di “pompare” l’acqua verso l’impianto. I costi dovrebbero poi ricadere totalmente sulla tariffa di depurazione», spiega il presidente di Comodepur, avvocato Alberto Grandi. Del progetto, tra l’altro, non si potrebbe neppure occupare la stessa Comodepur. «Dal 1° ottobre 2015 – spiega Grandi – la gestione di tutto il servizio idrico integrato è passata sotto il cappello di Como Acqua srl, gestore unico per la provincia per quanto riguarda depurazione e acquedotti. Comodepur ha perso la titolarità per simili interventi. La questione dovrebbe essere decisa dall’Ato (Uffici di Ambito Como) e Como Acqua», sottolinea.

Detto questo, da Comodepur assicurano di tenere in considerazione le problematiche degli odori da tempo. Nel 2011 è stato realizzato il tetto per le vasche e sono costanti i rapporti con l’associazione di residenti che aveva fondato il comitato “Puzzadepur”. «Interventi ne sono stati fatti in passato e ne faremo ancora – assicura Grandi – L’impianto ha ottenuto tutte le certificazioni necessarie e dovendo scaricare nel lago, l’acqua che esce da Comodepur è ancora più controllata e pulita di chi scarica nei fiumi, ad esempio. La riduzione della emissione di odori è all’ordine del giorno. Parliamo però di arrivare a livelli di tollerabilità, impossibile pensare all’eliminazione del problema», conclude Grandi.

Paolo Annoni

4 aprile 2017

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