Guerra agli evasori delle imposte comunali. La conferenza stampa d’inizio anno del sindaco Landriscina
Politica, Territorio

Guerra agli evasori delle imposte comunali. La conferenza stampa d’inizio anno del sindaco Landriscina

«Facciamo fatica ma siamo ancora entusiasti». Le parole con cui il sindaco Mario Landriscina ha chiuso questa mattina la lunga conferenza convocata per illustrare progetti e idee della giunta riassumono, in qualche modo, il senso dei primi 6 mesi di governo del centrodestra comasco.
Molti problemi, alcuni anche inattesi. E soluzioni difficili.
Passata la buriana sulla delibera anti-accattonaggio, la sala giunta di Palazzo Cernezzi è tornata a ospitare la sola stampa locale. Con cui sindaco e assessori – presenti quasi al completo – hanno affrontato molte delle questioni aperte: dalla Ticosa al lungolago, da Villa Olmo al San Martino, da Como Acqua alla cittadella sanitaria. E altro ancora. Promesse nessuna – «è rischioso fare annunci», ha chiosato Landriscina dimostrando di aver imparato in fretta la lezione della politica – ma idee a profusione. Quanto realizzabili si vedrà nei prossimi mesi.
Ticosa, accordo in vista
Il primo scoglio che la giunta potrebbe aggirare, tra pochi giorni, è quello dell’area ex Ticosa. «Ci sono ipotesi diverse – ha detto il sindaco – Ma la più concreta resta la riapertura di un grande parcheggio a servizio della città». Affinché ciò avvenga bisogna trovare un accordo con Multi e in questo senso qualche passo avanti si è fatto, perché – almeno stando alle parole dell’assessore Marco Butti – «si lavora per evitare il pronunciamento del Consiglio di Stato, atteso per il 18 gennaio».
Dall’Olanda i vertici di Multi hanno dato via libera a un’intesa con il Comune. Chiudere la partita giudiziale significherebbe tornare in possesso dell’area (pur rinunciando a soldi e opere pubbliche) ed evitare l’alea di una sentenza che potrebbe anche non essere favorevole.
«I contatti ci sono stati e sono stati frequenti», ha ammesso Butti. Che ha però evitato accuratamente di fornire ulteriori dettagli.
Paratie e nuovo lungolago
Il capitolo paratie rimane tra i punti dolenti. «Le opere devono essere concluse, non c’è alternativa – ha confermato Landriscina – Como sarà presente anche se il tema è di competenza regionale. A marzo, progetti alla mano, valuteremo tempi, modi e impatti del cantiere».
Obiettivo minimo, quindi: limitare quanto possibile i disagi, nel tentativo di restituire al più presto la passeggiata a lago ai comaschi e ai turisti. Dall’assessore Vincenzo Bella è poi arrivata la notizia di un «incarico» professionale destinato a comporre il «quaderno delle finiture del lungolago. Oggi tra la passeggiata di Villa Olmo e viale Geno c’è una somma di stili e di soluzioni molto diversi tra loro. Abbiamo bisogno di una ricucitura, ci serve un documento tecnico funzionale a una linea unica di intervento per il futuro, così come accade in altri Paesi».
Como Acqua e Acsm-Agam
Soluzione in vista per la vicenda Como Acqua. Il sindaco ha confermato la «volontà di trovare un’intesa» per garantire la gestione pubblica del ciclo integrato delle acque. Landriscina ha parlato di «partita comunque critica» aggiungendo che il via libera è arrivato dopo la revisione del piano industriale e delle perizie contestate. Nessuna sostanziale novità, invece, sul versante della fusione in Acsm- Agam delle multiutility delle province pedemontane, operazione che il sindaco ha tuttavia definito «strategica. Siamo in una fase transitoria, l’obiettivo resta valorizzare al meglio un’eredità importante qual è l’ex partecipata Acsm».
Viadotto dei lavatoi e mobilità
Sul «primo grande imprevisto» della sua amministrazione, ovvero la chiusura forzata del viadotto dei Lavatoi, Landriscina non ha fornito molti dettagli né dato tempi certi, limitandosi a ribadire che «le opere andranno fatte». Meno laconico l’assessore Bella, che ha annunciato la destinazione sul viadotto di una parte del prossimo avanzo di amministrazione (1,6 milioni). Elemento che da solo fa capire che l’iter di progettazione, appalto e affidamento dei lavori non potrà concludersi prima della fine del 2018.
Da rifare, invece, il piano del traffico voluto dalla giunta Lucini. Un documento che il centrodestra giudica lacunoso. «Si dovrà ripartire da zero e fare analisi di approfondimento – ha detto Bella – non ci sono dati recenti sui flussi di traffico e quelli descritti nel piano vanno completati. Su piazza Roma faremo prove di utilizzo ma senza fare scelte su cui non sia poi più possibile tornare indietro. Non ci lanciamo nel vuoto», ha concluso l’assessore, con uno dei pochi accenni polemici verso chi l’ha preceduto.
Patrimonio da vendere
Tra le molte cose dette in conferenza stampa dal sindaco, infine, merita una citazione l’idea di «compiere scelte forti» sul patrimonio. «Potremmo vendere», ha sintetizzato Landriscina. Soprattutto, è parso di capire, per dare valore a immobili che, in questo momento, sono soltanto un costo. Una zavorra improduttiva che il Comune non può in alcun modo permettersi.

4 gennaio 2018

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