La Corte dell’Aja “libera” Villa Vigoni. Era ipotecata per le vittime del nazismo

La sentenza che fa discutere
La questione – diventata ancor più bollente di quanto già non lo fosse – è ora nelle mani del giudice civile di Como, Vito Febbraro, nell’udienza fissata per il prossimo mese di maggio al quarto piano del palazzo di giustizia lariano.
Quello che è stato deciso ieri all’Aja, dalla Corte internazionale di giustizia, non potrà però non avere il suo peso. Andiamo con ordine, partendo dall’oggetto del contendere: le indennità alle vittime dei crimini nazisti perpetrati nel corso della
seconda guerra mondiale.
Una battaglia che in Italia aveva ottenuto un risultato storico, sancito dalla Corte di Cassazione la scorsa estate che ritenne legittimi i risarcimenti alle vittime (nonostante l’opposizione della Germania) in quanto non poteva esistere l’immunità di uno Stato sovrano nel caso di crimini compiuti contro l’umanità.
Tra queste vittime, pure i discendenti degli abitanti di Distomo, comune della Grecia in cui morirono – trucidati dai nazisti – 218 civili tra cui 34 bambini.
Guidati dall’avvocato Joachim Lau – tedesco che vive a Firenze – le famiglie elleniche ottennero anche l’iscrizione dell’ipoteca su Villa Vigoni, splendida dimora menaggina di proprietà dello Stato tedesco, “bloccata” a garanzia del risarcimento dovuto (quantificato in circa 50 milioni di euro) e confermato dalla Cassazione.
Ipoteca impugnata dalla Germania proprio di fronte al giudice civile di Como che il prossimo maggio dovrà pronunciarsi sulla questione della legittimità dell’azione dell’avvocato Lau contro la “sua” Germania. Ieri mattina però, con una sentenza la cui lettura è proseguita per 80 minuti e che non potrà non far discutere, la Corte dell’Aja a cui si era rivolto lo Stato tedesco ha accolto il ricorso sostenendo «l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale» alla Germania. In pratica, si legge nelle 52 pagine della sentenza in merito a Villa Vigoni, quell’ipoteca «costituisce una violazione dell’Italia delle obbligazioni relative al rispetto dell’immunità della Germania». Con tanto di invito all’Italia stessa, da parte della corte dell’Aja, «a prendere tutte le misure necessarie affinché tutte le decisioni della giustizia siano prive di effetto e che i suoi tribunali non pronuncino più sentenze su simili casi». Un messaggio che pare spedito senza mezzi giri di parole al giudice Vito Febbraro. Quindi cosa avverrà il prossimo maggio?
«Finché il Parlamento italiano non farà una legge che regoli la questione non cambierà nulla – commenta l’avvocato Lau, contrariato per la decisioni dell’Aja che in pratica cancella tutti i possibili risarcimenti alle vittime del nazismo – Di certo la vicenda non potrà non avere un peso»

Mauro Peverelli

Nella foto:
La Corte internazionale di giustizia dell’Aja, che ha accolto il ricorso della Germania

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