La crisi del 1527 nei “Dialoghi” di Aragno. Ricerca filologica basata su manoscritti lariani

Nel 2006, Paolo Giovio è entrato nei “Millenni”, la maggiore collana di classici dell’editore Einaudi di Torino, con Elogi degli uomini illustri (pp. CXXVIII – 1030, 90 euro), volume a cura di Franco Minonzio che ospita contributi di Michele Mari, storico della letteratura italiana e narratore di vaglia, nella traduzione dal latino di Andrea Guasparri e dello stesso Minonzio. Dopo questo che è presentato in copertina come «il più completo “who’s who” del mondo medievale e rinascimentale»»

, ecco arrivare un’altra pietra miliare. È la monumentale edizione italiana del Dialogo sugli uomini illustri e le donne illustri del nostro tempo edito da Aragno di Torino (in due volumi per complessivi 50 euro), e curata con filologica puntualità da Franco Minonzio. Trattato in forma di dialogo e scritto a Ischia nel 1527, dopo il tremendo “sacco di Roma”, documenta la crisi imminente di fronte al crollo dei valori di un’epoca di speranza, l’Umanesimo. L’edizione si basa su una nuova collezione dei tre manoscritti del XVI secolo, di proprietà della Società Storica Comense (Fondo Aliati, 28.1, parzialmente autografo di Giovio, e Fondo Aliati, 28.2, con varianti autografe gioviane) e della Biblioteca Comunale di Como (1.6.16, con varianti autografe gioviane). È di fatto un inedito, perché finora del Dialogo erano stati pubblicati, in lingua moderna, brevi estratti.

Lorenzo Morandotti

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