Cronaca

La crisi della Grecia e l’identità debole dell’Europa

Il dariosauro
di Dario Campione

Si parla ormai senza timore né remora alcuna di una possibile uscita della Grecia dalla moneta unica. Addirittura, di un’Europa senza Atene. Davvero, viene da pensare, gli uomini procedono ormai in maniera inesorabile lungo strade che non conoscono. Un cammino cieco, che nemmeno autorizza lo sguardo all’indietro.
Chiunque abbia frequentato anche lontanamente gli studi classici – e l’Italia, in questo terreno, ha affondato le proprie radici – sa bene che Grecia ed Europa sono identica cosa. A cominciare
dal lemma: Europa, ovvero lo sguardo ampio. Una parola, manco a dirlo, greca.
La filosofia, la scienza, la poesia, l’arte, la storia. Tutto è nato nella culla del Mediterraneo. Tra le isole del Peloponneso e il Sud dello Stivale. La Grecia è l’Europa. Così come l’Italia.
Eppure, c’è chi pensa seriamente – e lo afferma, anche – di voler abbandonare al suo destino la Grecia e i greci. La crisi ha spazzato via ogni certezza e moltissime ragioni. Si procede a strappi. Si cerca di salvare il salvabile. Anche al prezzo lacerante di negare la propria identità. Ad Atene l’epilogo è a tinte scure. La situazione di stallo politico generata dalle elezioni del 6 maggio è totale.
Il presidente della Repubblica greca sta per convocare nuove consultazioni elettorali. Si voterà a metà giugno. A quel punto, i rapporti di forza nel Parlamento di Atene potrebbero essere diversi. Non è da escludere che le forze antieuropee, contrarie alla moneta unica, possano prendere il sopravvento e proporre una revisione degli impegni assunti dal governo tecnico di Papademos.
Molti osservatori temono il caos. Potrebbe innescarsi un effetto domino. A una a una crollerebbero economie e certezze: le economie di Paesi oggi invischiati nella crisi e le certezze dei cittadini europei, pronti forse a tornare indietro e a rinnegare la propria storia.
Perché questo è il punto. La crisi adesso, e la globalizzazione prima, hanno scavato in profondità negli animi di ciascuno. La paura del futuro ha preso il sopravvento. La politica non ha saputo dare risposte sufficientemente credibili. E l’idea stessa di Europa barcolla paurosamente.
Anche l’euro vive una fase difficilissima. La conseguenza di un’uscita della Grecia dalla moneta unica, secondo gli analisti, sarebbe la totale perdita di credibilità. Una volta creato il precedente, ovvero stabilito che un Paese possa decidere di uscirne (o essere costretto a farlo), l’Unione monetaria sarebbe di fatto declassata a un accordo di cambio.
Di tutto questo parliamo stasera, in diretta, a partire dalle 23, su Etv. Per capire se c’è ancora, oggi, un’Europa. E quale sia. Ospite in studio il direttore generale della Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza, Ernesto Mauri.
dariosauro@espansionetv.it

Nella foto:
Atene, capitale della Grecia, vive oggi i momenti peggiori della sua storia moderna
17 maggio 2012

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