Manifestazione questa mattina a Roma dei dipendenti del Casinò di Campione d’Italia, senza lavoro dal 27 luglio scorso, quando la casa da gioco è stata chiusa per la dichiarazione di fallimento del tribunale. Nei prossimi giorni, i quasi 500 lavoratori riceveranno la lettera di licenziamento. La speranza di riapertura è legata a un emendamento alla legge fiscale già votato dal Senato, che prevede la nomina di un commissario straordinario per valutare come far ripartire la casa da gioco. Nell’attesa, i dipendenti chiedono un ammortizzatore sociale specifico. «Abbiamo un presidio fatto da alcuni rappresentanti dei 492 lavoratori che da lunedì prossimo saranno licenziati. Quello che chiediamo è l’attivazione di un ammortizzatore sociale ad hoc per i mesi che passeranno dal licenziamento alla riapertura che, ci hanno promesso, avverrà i primi mesi del prossimo anno», dice Fabio Scurpa, Cgil Slc nazionale. Una delegazione ieri è stata ricevuta da Francesco Vanin, consigliere del ministro per lo Sviluppo Economico. «L’esito del confronto è positivo – sottolinea Giovanni Fagone, Cgil – Abbiamo fatto presente che è necessario che ci sia un ammortizzatore sociale. Senza un intervento si andrà a creare un problema sociale. Il 13 inoltre sarà discusso un ricorso contro il fallimento, se dovesse essere accolto la casa da gioco potrebbe riaprire ma quel giorno il personale potrebbe già essere stato licenziato». Il tempo per trovare un’eventuale soluzione è strettissimo. «Confidiamo in una risposta rapida, prima che scattino i licenziamenti, il 10 dicembre», chiude Fagone.
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