La crisi fa riscoprire i lavori meno qualificati e più faticosi

Industriali e artigiani: «Chi cerca un’occupazione accetta qualsiasi compito, senza porre limiti»
La crisi porta a riscoprire i lavori più umili. Una riscoperta, ovviamente, forzata. Chi è senza lavoro è disposto ad accettare di tutto. Impieghi poco qualificati, turni festivi, orari difficili. Anche le donne tornano in fabbrica, se il marito è in cassa integrazione. E alla prima, mezza opportunità di un posto fisso, le candidature piovono a centinaia: è successo di recente all’ospedale Sant’Anna, dove si sono presentati in 691 per un posto da infermiere e in 632 per quattro posti da tecnico di radiologia. Beninteso, né l’infermiere né il tecnico radiologo sono mestieri umili o sottopagati, ma se nel “profondo Nord” – dove il mercato occupazionale è un paradiso, rispetto ad altre zone d’Italia – arrivano oltre 1.300 candidature per 5 posti fissi, significa che il rapporto tra domanda e offerta di lavoro è ormai completamente sbilanciato. E porta, come detto, alla riscoperta dei lavori meno qualificati. Perché per la gente l’importante, ormai, non è trovare il lavoro, ma “un” lavoro. Quale che sia. Pur di arrivare alla fine del mese.
Lo conferma Graziano Brenna, imprenditore tessile e vicepresidente di Confindustria Como. «La crisi – dice – ha cambiato l’atteggiamento delle persone che vengono a cercar lavoro. Ho una tintoria, e alcuni anni fa i candidati chiedevano, ad esempio, di non lavorare in “cucina colori”. Oggi, invece, chiedono semplicemente un lavoro. Anche a tempo determinato. In qualsiasi settore. È da qui che si vede la parte più dura e difficile della crisi». Brenna precisa che «qualsiasi impiego ha una sua dignità, lavorare a una caldaia a vapore o in una cucina colori non è affatto degradante. Quel che volevo sottolineare – aggiunge l’industriale – è la totale disponibilità ad accettare qualsiasi offerta. Ovviamente, è da leggere come un segnale di difficoltà. Da mesi, ormai, chi cerca lavoro non mette più né paletti, né limitazioni».
Sul fronte artigiano, spiega Brenna, i ragazzi riscoprono invece mestieri classici: «Meccanico, idraulico, falegname, muratore. Professioni che possono garantire un futuro da imprenditore autonomo. Certo, non è facile consigliare a un ragazzo di fare il falegname o il muratore: molte famiglie storcerebbero il naso, ma sono convinto che un buon sarto avrebbe grandi opportunità di lavoro». Lo stesso fenomeno si può leggere anche nella scelta delle superiori: le iscrizioni nei licei calano, a vantaggio degli istituti tecnici e professionali. Le famiglie scelgono indirizzi che consegnano ai ragazzi un diploma immediatamente spendibile nel mercato del lavoro. «Senza nulla togliere ai licei e alle università – conclude Brenna – noi siamo un territorio manifatturiero. Un distretto produttivo, dove servono teoria e manualità, dove la tecnica applicata è una risorsa insostituibile».
Conferma la tendenza anche Marco Galimberti, presidente di Confartigianato Como. «Le nostre aziende faticavano, fino a pochi anni fa, a trovare dipendenti pronti a “sporcarsi le mani”. In senso positivo, s’intende. I candidati chiedevano di non lavorare il sabato, chiedevano di non fare i turni. Oggi, invece, accettano. La necessità porta ad adattarsi».
«Lavori con grande impegno fisico, turni pesanti: oggi vengono accettati senza problemi, vista la “fame” di lavoro – aggiunge Enrico Benati, presidente della Cna di Como, un’altra associazione artigiana – Pure le donne sono più disponibili a lavorare in fabbrica, pur di contribuire al mantenimento della famiglia. Il marito magari è in cassa integrazione, le spese aumentano, perciò accettano qualsiasi lavoro che permetta di far quadrare il bilancio». Anche sulla scelta della scuola superiore, Benati la pensa come Brenna: «Le nostre aziende non sono multinazionali. Hanno bisogno di buoni tecnici preparati».

Andrea Bambace

Nella foto:
Sul fronte dell’artigianato i ragazzi riscoprono mestieri classici come, per esempio, il meccanico, l’idraulico, il falegname o il muratore (foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.