La crisi morde ancora tutto il Lario

altFatturato e produzione in calo, soffrono soprattutto i piccoli

Fatturato e produzione in calo, impianti industriali utilizzati al 50% delle potenzialità, domanda interna in continua diminuzione.
I dati dell’economia comasca del primo semestre 2013, diffusi ieri da Unindustria Como, rendono ancora l’immagine di una provincia in forte crisi.
E se le grandi industrie sembrano soffrire meno, grazie soprattutto ai clienti esteri, le piccole aziende artigiane fanno registrare dati ancora drammatici.
«Il contesto che le imprese comasche sono chiamate

ad affrontare da ormai cinque anni non accenna a migliorare – si legge nell’analisi elaborata dagli esperti di Unindustria – ma deboli segnali positivi fanno pensare alla fine della crisi prolungata».
Gli indicatori principali continuano a presentare un segno negativo. In provincia di Como, la domanda per il primo semestre del 2013 evidenzia una contrazione del 1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 2% rispetto al secondo semestre dell’anno 2012.
A farne le spese sono soprattutto le piccole aziende, che non hanno rapporti commerciali con l’estero.
Le aziende medio-grandi dichiarano infatti un calo minimale rispetto al periodo precedente, mentre le imprese artigiane o comunque di piccole dimensioni riportano una caduta di oltre due punti percentuali (-2,2%).
Situazione simile anche analizzando il calo dell’attività produttiva, che appare più o meno drammatico a seconda delle dimensioni delle industrie. Il dato si attesta infatti a -5% per le aziende piccole, mentre si ferma a -0,6% per le grosse imprese. In entrambi i casi gli impianti sono comunque sottoutilizzati: 48% per i piccoli e 62% per le grandi industrie.
«In questa situazione – precisa Unindustria – si rende necessario il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali».
Continua a calare anche il fatturato: -2,5% rispetto ai primi sei mesi del 2012 e -2,6% rispetto al periodo luglio-dicembre 2012. Anche in questo caso, le aziende di piccole dimensioni soffrono di più: le grandi imprese hanno contabilizzato ricavi in calo dello 0,9% rispetto al semestre precedente, mentre per le piccole l’analisi si chiude con un -4,5%.
L’approvvigionamento delle materie prime risulta meno critico rispetto al passato con cali compresi tra -1% e -2,5% a seconda dei materiali utilizzati. Caute, infine, le previsioni sulle vendite dei prossimi sei mesi: le imprese prevedono un incremento su base semestrale dell’1,2%.
Nonostante la situazione ancora decisamente preoccupante dipinta dai dati, i vertici di Unindustria invitano a non cedere al pessimismo.
«Pur dopo cinque anni di recessione noi imprenditori dobbiamo sforzarci di vedere il bicchiere mezzo pieno – commenta Francesco Verga, presidente di Unindustria Como – I dati di questa indagine ci offrono finalmente un piccolo, debolissimo spiraglio nell’indicarci che per il 2014 è previsto un lieve aumento o quantomeno la fine della caduta del prodotto interno lordo».
«Certo – aggiunge il presidente Verga – non possiamo ignorare che la domanda, nei primi sei mesi del 2013, ha subìto un’ulteriore contrazione e che le aziende più piccole fanno ancora molta fatica. Il segnale positivo continua però ad arrivare dalle imprese medio-grandi con forte presenza all’estero e proprio da loro dovrà ripartire la ripresa».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il presidente di Unindustria Como, Francesco Verga

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.