La crisi nel Movimento 5 Stelle vista da Como

Movimento 5 Stelle

«Rimanere uniti e recuperare quella parte della base andata perduta». Oltre alla convinzione «di attraversare uno dei momenti peggiori della nostra storia». Sono solo alcuni dei pensieri, in ordine sparso, espressi dai pentastellati comaschi che non si tirano indietro ma commentano senza giri di parole la rivoluzione in atto nel Movimento, dilaniato dalle voci di un’imminente scissione e dall’attesa per le lettere di espulsione indirizzate ai pentastellati “nemici” del premier Draghi. Con in sottofondo, in maniera neanche troppo velata, anche la sempre più probabile nascita di nuove fazioni in grado di accogliere gli scontenti a cinque stelle, sotto la guida di Alessandro Di Battista. Tutto ciò mentre il Governo Draghi continua la propria marcia. «Tenderei a escludere una qualsivoglia forma di scissione al nostro interno – è l’esordio del parlamentare grillino Giovanni Currò – Ci saranno le lettere di espulsione, ma ciò che conta è continuare a mantenere fede al patto con i nostri elettori. Sulla scelta se appoggiare o meno il Governo Draghi, ci siamo dati delle regole che prevedevano di seguire quanto sarebbe emerso dal quesito sulla piattaforma Rousseau, e così è stato. Nessuno di noi ha detto sì con entusiasmo all’idea Draghi, ma ciò che conta sono gli elettori». Chiaro dunque il richiamo alla necessità di seguire le regole del Movimento. E sull’incognita Di Battista, è netto. «Non è un pericolo. Anzi potrà sempre essere una risorsa, siamo in ogni caso legati tra noi per il passato e magari, visto il percorso che ci ha accomunato per lungo tempo, si potrà arrivare, se necessario, a fare delle alleanze», aggiunge sempre Giovanni Currò. «L’imperativo è rimanere uniti, non si parla di divisione o altro – interviene il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Raffaele Erba – Stiamo attraversando uno dei momenti più complessi della nostra storia, che non deve affossarci ma che va trasformato in un modo per crescere. È una delle grandi prove della vita politica del Movimento». E uno degli obiettivi primari dovrà adesso essere quello di «recuperare la capacità di dialogare con la base. Fatto che è in parte venuto a mancare di recente, solo così potremo tornare a essere forti come prima. Capisco dubbi e incertezze, io stesso non ho mai visto bene la figura di Mario Draghi, ma è necessario procedere. Per contro posso infine aggiungere che, a mio parere, la scelta di espellere quanti si sono detti contrari al Governo a guida Draghi è un errore. Ci sono troppe figure di rilievo, una su tutte, quella del senatore Nicola Morra, presidente dell’Antimafia». Infine interviene anche il capogruppo pentastellato in Comune a Como, Fabio Aleotti. «Innanzitutto non è mia intenzione schierarmi con una parte piuttosto che con un’altra – esordisce Aleotti – Non ho apprezzato la squadra di Governo, ma questo l’ho sempre detto, e dunque non mi trovo in sintonia con un esecutivo con tutti questi schieramenti. Vedremo come verrà gestita l’emergenza e soprattutto l’aspetto Recovery Plan. Sulle espulsioni mi viene da dire che se ci siamo dati in origine delle regole, sarebbe necessario rispettarle, fermo restando la necessità di confrontarci sempre su ogni tema», dice Aleotti.

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