La crisi non aiuta i privati. Ma oneri troppo elevati anche per il pubblico

alt Parlano il questore e l’assessore alla Sicurezza

(a.cam.) «A Como ci sono numerose aree dismesse che devono essere messe in sicurezza perché diventano punti di ritrovo per vagabondi e malintenzionati. La crisi rende più difficili gli interventi per il pubblico così come per i privati, ma occorre fare il possibile per evitare che si creino problemi».
Il questore di Como, Michelangelo Barbato, ribadisce la necessità di affrontare il problema delle aree dismesse nel capoluogo.
«Il Comune sta intervenendo, ma le aree sono molte e la

scarsa disponibilità di risorse complica la situazione – dice il questore – Il nostro compito è vigilare e segnalare, ed è ciò che si fa abitualmente». Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio e alla Sicurezza di Como, annuncia per la prossima settimana un incontro con i proprietari dell’ex Stamperia Artigiana Comense, in viale Innocenzo. «Il sindaco ha notificato alla proprietà un’ordinanza che impone la messa in sicurezza dell’immobile – dice l’esponente di giunta – Non abbiamo avuto risposta, ma ho contattato personalmente la proprietà e la prossima settimana ci incontreremo per fare il punto. Confido in una loro iniziativa».
Interventi in vista anche per bloccare lo scantinato dell’ex albergo Petit Chateaux, mentre nella Santarella, nonostante i continui sopralluoghi e interventi di chiusura degli accessi, la presenza dei senzatetto resta una costante. «Il problema delle aree dismesse è delicato e complesso – aggiunge Iantorno – Serve un regolamento chiaro per dare prescrizioni ai privati e garantire interventi per la messa in sicurezza e l’immagine della città».

Nella foto:
L’interno di una delle fabbriche abbandonate lungo la tangenziale di Como

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