Cronaca

La crisi politica è diventata crisi di sistema

Il dariosauro
di Dario Campione

La crisi economica si è ormai saldata, in Italia (e non solo), alla crisi politica. È diventata, quindi, una crisi di sistema. Inestricabile. E difficilissima da aggredire.
Prevederne gli esiti è praticamente impossibile. Nessuno ha la sfera di cristallo (e anche possedendola, probabilmente, non la metterebbe in funzione).
Emerge prepotente un sentimento di ribellione. Dei cittadini, innanzitutto. Che testimoniano disagio in molti modi. I sondaggi annunciano percentuali potenziali di
astensionismo mai viste prima. È esplosa poi, nuovamente, la cosiddetta “antipolitica”, fenomeno antico (chi si ricorda L’Uomo Qualunque?) che indossa abiti nuovi.
Eppure, non mancano le contraddizioni. Anche stridenti.
Le elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi sono, in questo senso, quasi simboliche. A Como sono in lizza 16 candidati a sindaco e 24 liste. A Cantù 10 candidati a sindaco e 22 liste.
Un esercito che ha scelto di mettersi in gioco in un momento in cui la politica prende schiaffoni da destra e da sinistra.
Aristotele distingueva tra varie forme di democrazia, procedendo da quella «meno cattiva» o sufficientemente buona a quella assolutamente pessima. La migliore, sosteneva il filosofo macedone, è quella nella quale le funzioni del popolo (votare in assemblea e nelle giurie popolari) sono affiancate da quelle di magistrati eletti e, soprattutto, espletate secondo una legge o costituzione che tutti riconoscono e che non coincide con il volere della maggioranza, ma con il bene generale.
Politica, quindi, come espressione della volontà popolare e come esercizio professionale di funzioni tecniche. Un binomio che dovrebbe funzionare, ma che nel nostro sistema sembra invece essere andato in tilt.
Succede così che la crisi economica, unita a una valanga di tasse e a una totale incertezza sul futuro, trasformi la democrazia in un punto interrogativo.
Di questo parliamo stasera, in diretta su Etv, a partire dalle 23. Per sentire dalla voce dei cittadini, i detentori della sovranità, quali siano i rimedi possibile alla crisi della democrazia. E se sia possibile costruire ancora qualcosa attraverso la politica. Ovvero, con il dialogo tra istituzioni e cittadini. A pochi giorni dal ritorno di molti di essi alle urne.
dariosauro@espansionetv.it

3 maggio 2012

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