Cronaca

La crisi scatena anche le emicranie. Mal di testa in aumento del 10%

Il neurologo: «La gente spesso trascura l’attenzione alla salute»
Disoccupazione, inflazione, crollo delle Borse, nuove tasse. Non bastassero notizie e numeri, ogni giorno più allarmanti sugli effetti della crisi economica, ora i medici rivelano che il difficile momento attuale e l’ansia ad esso collegata fanno male anche alla salute. A Como, negli ultimi anni, il numero di persone che soffrono di emicrania, cefalea e mal di testa più o meno gravi è aumentato del 10%.
Il preoccupante dato è stato confermato ieri, in occasione della Giornata nazionale
della cefalea, da Mario Guidotti, primario di neurologia all’ospedale Valduce e responsabile del Centro cefalee di Como.
«Il nostro organismo tende ad avere uno stato costante – ha spiegato il professionista comasco – Per questo motivo, ogni evento disarmonico o non abituale, come può essere una giornata di riposo nel weekend rispetto alla settimana di lavoro, il cambio di fuso o una dieta, può causare il mal di testa nelle persone predisposte».
Nell’elenco dei fattori scatenanti l’emicrania rientrano dunque a pieno titolo anche i problemi collegati al difficile momento attuale, dal timore di perdere il lavoro all’aumento del costo della vita o alla paura di non riuscire a far fronte al pagamento delle nuove tasse.
«La crisi ha cambiato le abitudini delle persone – sottolinea Guidotti – Ci si vede costretti a risparmiare su tutto, a ridurre le spese soprattutto per quanto non è strettamente indispensabile. In qualche modo possiamo dire che ci si maltratta e questo non fa bene alla salute. Le preoccupazioni e le angosce, inoltre, possono generare una tensione muscolare che poi si traduce in una irritazione di nervi che genera mal di testa».
L’ultimo tassello del puzzle riguarda anche il fronte delle stesse spese mediche. «Un aspetto non di poco conto – conferma il primario di neurologia del Valduce – è che la gente si cura meno e spesso trascura l’attenzione alla salute. L’insieme di tutti questi elementi è alla base dell’aumento che abbiamo registrato nel numero di pazienti che soffrono di mal di testa».
Gli effetti negativi non risparmiano neppure i bambini. «È il loro modo per somatizzare il disagio di fronte a mutati stili di vita e a genitori sempre più stressati», sottolinea Mario Guidotti.
Secondo gli ultimi dati, elaborati a livello internazionale, il 90% delle persone ha sofferto di mal di testa almeno una volta nella vita, mentre un 16% della popolazione soffre del fastidioso disturbo in maniera costante. Nei casi più gravi, che riguardano il 5% della popolazione generale, il mal di testa è così forte e continuo da provocare un abuso di farmaci che, a loro volta, come in un circolo vizioso, amplificano la cefalea.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito l’emicrania al 19° posto – livello che arriva alla 12ª posizione per le donne – nella classifica delle malattie più invalidanti. Dal 2007, inoltre, la Regione Lombardia riconosce ai cefalalgici più gravi una invalidità civile che può arrivare al 46%.
La Giornata nazionale del mal di testa è giunta alla quarta edizione ed è organizzata dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (Sisc) per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema sempre più diffuso ma del quale ancora si parla poco.
Il disturbo del mal di testa è inteso sia come sintomo di cefalea primaria, la forma più comune, sia come cefalea secondaria, provocata da un’altra patologia, ma anche come campanello di allarme per la presenza di un possibile disagio psicologico.
«Parlate con il medico del vostro mal di testa – è l’appello rivolto a tutti da Guidotti – Non datelo per scontato e non pensiate sia una condanna da gestire in solitudine o con il solo aiuto del farmacista. È importante parlare con specialisti per capire da dove viene il disturbo e come curarlo nel migliore dei modi».

Anna Campaniello

Nella foto:
Anche tra i comaschi il mal di testa è sempre più diffuso. Le preoccupazioni legate alla recessione hanno aumentato i casi
20 Mag 2012

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