La Dc rinasce anche a Como Graziani segretario cittadino. Bottone sarà il referente provinciale

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Cento anni fa, nel gennaio del 1919, con l’appello ai “Liberi e forti” di don Luigi Sturzo nasceva il Partito Popolare, diventato poi Democrazia Cristiana nel marzo del 1943, quando il regime fascista non era ancora tramontato.
Mezzo secolo dopo, il 29 gennaio 1994, il ritorno al passato: la Dc, squassata da Tangentopoli, lasciava nuovamente il posto al Partito Popolare Italiano.
La storia gloriosa della Balena bianca sembrava archiviata per sempre. E con essa la prima Repubblica.
Sembrava. Perché in realtà tra le file degli ultimi democristiani qualcuno non si è mai rassegnato alla scomparsa del partitone di piazza del Gesù; ha continuato a coltivare con ogni mezzo il sogno di un ritorno al passato. E ha trovato infine la strada per la rinascita (almeno formale) dello Scudocrociato, pur se dopo infinite battaglie a colpi di carte bollate. Oggi la Dc esiste. E tenta di ritrovare un posto sulla scena politica nazionale. In Abruzzo ha presentato liste per le regionali del 10 febbraio assieme a Idea e Udc. Altrove lavora per le imminenti elezioni comunali. In altre città e province – ad esempio Como – sta invece tentando di riorganizzarsi.
Il segretario nazionale – il messinese Renato Grassi – e il presidente del partito – l’ex ministro e più volte parlamentare Gianni Fontana – hanno individuato come referente lariano Luigi Bottone, in passato consigliere comunale a Palazzo Cernezzi e segretario dell’Udc comasca.
«Da Roma ci hanno conferito un mandato preciso: riattivare le sezioni e far rinascere sul territorio la Democrazia Cristiana – dice Bottone – a livello provinciale ho già contattato un po’ di persone e avviato il tesseramento. Parteciperemo anche alle elezioni ma non subito». Niente liste, quindi, a Cantù o a Mariano. In attesa del congresso, nel giro di qualche settimana i gruppi dirigenti nazionali dovrebbero formalizzare gli incarichi a livello locale. Dove non dovrebbero mancare le sorprese. Il futuro segretario cittadino della Dc di Como sarà, infatti, salvo sorprese dell’ultima ora, l’ex comandante della polizia locale Vincenzo Graziani, fino a pochi giorni fa impegnato nell’ufficio di segreteria del sindaco Mario Landriscina.
«Mi è stato chiesto se fossi disponibile a impegnarmi – dice Graziani – e poiché la politica non è da disprezzare ho detto sì, anche perché mi fa piacere riportare certi valori al centro dell’attenzione».
Graziani parla di «storia del cristianesimo politico e di esperienze da recuperare e da valorizzare, a fronte di una situazione attuale convulsa e confusa. Riprendiamo chi è sperduto, potrebbe essere importante. Oggi sembra prevalere la linea leghista – dice – ma i valori degli italiani sono diversi, fanno perno soprattutto sulla solidarietà». A Como, la Democrazia cristiana che rinasce «non deve niente a nessuno – dice ancora l’ex comandante della polizia locale – siamo pronti a dare il nostro contributo tenendo diritta la barra delle convinzioni e delle idee».
Centrodestra e centrosinistra sono, per Graziani, definizioni e luoghi politici forse imprecisi. «La Dc ha sempre avuto una posizione centrale, è nata durante la guerra e ha portato, assieme ad altri partiti, l’Italia fuori dalla crisi. Una cosa simile potrebbe accadere adesso».

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