La delibera molto tardiva. E quel bando “impossibile”

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I documenti

(e.c.) Non finiscono di regalare sorprese i documenti ufficiali che hanno segnato i passi (incerti) dell’amministrazione nel tormentato percorso verso la sostituzione del comandante dei vigili, Vincenzo Graziani, in pensione dall’11 febbraio scorso.
Interessante, sotto questo profilo, la delibera che – il 30 ottobre scorso – ha modificato il piano occupazione del Comune che, “distrattamente”, il 24 giugno precedente non aveva tenuto conto dell’addio del

comandante. Un addio, peraltro, non proprio nascosto, poiché notificato ufficialmente da Graziani il 30 maggio precedente.
Ebbene, nella delibera di giunta che – finalmente – prendeva atto che al Comune serviva cercare un nuovo comandante, si legge che vi erano «la necessità e l’urgenza di procedere alla copertura di tale figura professionale». Figura peraltro «non fungibile con altre professionalità dirigenziali interne». Anche qui, o si gioca con le parole o non si dice il vero. Perché se, da un lato, è vero che, anche al Comando di viale Innocenzo, non esisteva alcuna figura che poteva automaticamente succedere a Graziani, è altrettanto sicuro che a questa “lacuna” si poteva ovviare con la nomina del vice, Vincenzo Aiello, da parte del sindaco. Perché l’allora numero 2 dei vigili aveva tutti i requisiti adatti per poter diventare la guida del Corpo. In più, se è vero che l’attuale reggente della polizia locale, l’ingegnere Giovanni Fazio, era già formalmente un dirigente a pieno titolo e Aiello poteva diventarlo solo previa nomina del sindaco, è comunque difficile capacitarsi che nel capo del settore Informatico del Comune si possa identificare la scelta più adatta per comandare 80 tra agenti e ufficiali.
E veniamo all’avviso di apertura della procedura di mobilità da parte del Comune. A parte il fatto che il documento venne pubblicato il 28 novembre 2013, è stato chiuso il 23 dicembre scorso, ma nulla ancora si sa sugli sviluppi, colpisce l’identikit che tracciano le carte. Si chiedevano «esperienza di 5 anni» da comandante, in un Comune «di almeno 50mila abitanti» e/o «in un Corpo «di almeno 60 unità». Non stupisce che su questo bando penda più di un ricorso amministrativo.

Nella foto:
Sono settimane agitate al Comando della polizia locale di Como, in viale Innocenzo

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