La denuncia: «La Giornata del Ricordo nelle scuole passa quasi sotto silenzio»

«La Giornata del Ricordo nelle scuole passa quasi sotto silenzio». Adria Bartolich, segretario provinciale della Cisl Scuola, punta il dito contro il «vuoto» che contraddistingue, tra i banchi e le cattedre, la ricorrenza del 10 febbraio, dedicata alle vittime delle foibe.
«Salvo alcuni istituti che mandano regolarmente alcune classi alla celebrazione ufficiale che si svolge tutti gli anni ad Albate, la Giornata del Ricordo nelle scuole passa quasi sotto silenzio», afferma la sindacalista della Cisl dei Laghi.
La legge che ha istituito il “Giorno del Ricordo” fu approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento nel marzo 2004 per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
«Troppo recente è l’istituzione di questa celebrazione e troppo a lungo le foibe sono state una tragedia negata per potere diventare una consuetudine diffusa in un tempo così limitato», dice Adria Bartolich.
Che aggiunge: «Sono stata sollecitata da alcuni insegnanti e dirigenti, che mi hanno fatto rilevare questo vuoto, ad assumere iniziative di supporto agli insegnanti e alle scuole, per affrontare questo tema che, se fatto scivolare troppo nell’attualità, si presta a strumentalizzazioni di parte molto pericolose».
La Cisl Scuola dei Laghi, come ha già fatto per la Giornata della Memoria, «si farà promotrice per il prossimo anno scolastico di un corso di formazione per gli insegnanti sulle vicende storiche relative al confine orientale e anche di iniziative tese a sensibilizzare ragazzi e insegnanti sulla tragedia delle foibe e sull’esodo di massa delle popolazioni dell’Istria e della Dalmazia», conclude Adria Bartolich.

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