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Momenti di gloria-La dieta di Elisabetta: un titolo che vale Rio de Janeiro

altUn’impresa e un atleta simbolo per il canottaggio di Como? Troppo facile, Henley, luglio 1914, la vittoria di Giuseppe Sinigaglia ai campionati del mondo. Oppure i successi della Falck di cui parliamo in un’altra sezione di questo inserto. O ancora l’incredibile record di vittorie mondiali di Daniele Gilardoni.
Quella che vogliamo raccontarvi è più che un’impresa una favola, tutta al femminile. È la storia di Betta Sancassani. Sancassani è un nome che in Italia e nel mondo fa rima con

canottaggio. Per Franco, nove titoli di campione del mondo e una partecipazione alle Olimpiadi (4° posto a Sidney). E per Elisabetta, tre titoli di campione del mondo (2 Under 23) e due partecipazioni alle Olimpiadi (Atene e Pechino).
Concorrenza in famiglia quindi, per la più giovane Elisabetta, concorrenza anche in paese, nella sua Bellagio, in cui anni prima si sono laureati campioni del mondo Igor Pescialli, Alberto Belgeri ed Enrico Gandola. Nella stessa frazione dei Sancassani, Visgnola, vive pure quel tale Gilardoni. Ma Betta è così solare che i campioni di ieri e di oggi le sono subito amici e il fratello prezioso consigliere. A 17 anni la prima medaglia importante, bronzo nella Coupe de la Jeunesse, poi il titolo italiano in singolo, quindi ne arriveranno altri 13. Nasce il sodalizio con Gabriella Bascelli in doppio che le porta alle Olimpiadi di Atene. Le strade delle due atlete si dividono, Gabriella prosegue con il singolo, Betta rimane sul doppio e trova Laura Schiavone. Nuovo titolo di campione del mondo Under 23 e nuove Olimpiadi, a Pechino. Ai Giochi le cose non vanno ancora bene, dopo l’8° posto in Grecia c’è la 10ª piazza.
Betta rimane un punto fermo della Nazionale, ma la concorrenza degli altri Paesi è fortissima nelle competizioni importanti.
Sul Lago di Como fioriscono altri talenti, sono quelli di Claudia Wurzel e Sara Bertolasi, della Canottieri Lario. Sono loro a rappresentare l’Italia ai Giochi di Londra, sul “due senza”. La stella di Betta, alla vigilia dei 30 anni, sembra essersi offuscata.
Trascorre anche un momento molto difficile per la prematura scomparsa del padre. Si infortuna a una costola e pensa di lasciare il canottaggio. La depressione le fa perdere anche qualche chilo. Ma è proprio da quel calo di peso che nasce la nuova Betta. Con tanti sacrifici e l’aiuto degli esperti dell’Enervit di Zelbio, la Sancassani dice addio a 20 chili.
Ora è un peso leggero. Grazie al passaggio di categoria, in coppia con la milanese Laura Milani torna sul tetto del mondo nel 2013. In Corea del Sud, a Chungju, le due atlete delle Fiamme Gialle conquistano uno storico oro sul “doppio” leggero. Si tratta del primo successo iridato femminile nella storia del remo italiano. E non si parla di un titolo qualunque, visto che il doppio leggero è una delle barche che partecipano anche alle Olimpiadi. Così ora Betta e Laura sono le atlete da battere in vista dei prossimi Giochi in programma a Rio de Janeiro nel 2016.

P.An.

Nella foto:
Elisabetta Sancassani e Laura Milani festeggiano la vittoria iridata in Corea del Sud nel 2013
3 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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