Cronaca

La difesa: «Siamo stupiti Il nostro assistito è innocente»

altLe reazioni alla sentenza

(m.pv.) Reazioni contrastanti, come è ovvio che sia, alla lettura del dispositivo che ha riguardato il brigadiere Michele Miccoli. «Prendiamo atto di questa sentenza con sincero stupore, in quanto riteniamo che l’istruttoria dibattimentale abbia dimostrato l’insussistenza dei reati contestati al mio assistito – dice l’avvocato Vincenzo Montano – In primo luogo per quanto riguarda il reato di concussione. Peraltro non comprendiamo come possano configurarsi a suo carico i reati di falso ideologico

e calunnia in presenza della contestuale assoluzione degli altri due imputati del medesimo processo in aula per lo stesso reato di calunnia, nonché della precedente assoluzione in un procedimento separato, sempre per lo stesso reato, di un altro imputato. Attendiamo pertanto di leggere le motivazioni della sentenza per impugnarla nella convinzione della piena innocenza del nostro assistito».
Ampia soddisfazione, invece, da parte dell’avvocato difensore dei consiglieri Mercuri e Peloia. «Considerato che il procedimento a carico dei miei assistiti nasce da una richiesta di giudizio immediato, il cui presupposto è l’evidenza della prova a carico degli imputati, la soddisfazione per aver ottenuto l’assoluzione è ancora più ampia – dice l’avvocato Elisabetta Di Matteo – Le udienze hanno permesso alla difesa di chiarire i fatti e far emergere come i consiglieri, lungi dal voler calunniare il dipendente Scarano, si fossero limitati a riferire ciò che da loro stessi era stato sentito nel corso della seduta in sala Stemmi. E tale convincimento è stato fatto proprio anche dal pm che, con obiettività, ha ritenuto nella requisitoria finale di chiedere l’assoluzione».
«Ritengo opportuno non fare commenti. Il verdetto parla da solo», è invece la stringata replica di Fulvio Anzaldo, legale di Scarano.

Nella foto:
Si è chiuso ieri il processo di primo grado sull’intricata vicenda di Ca’ d’Industria
28 giugno 2013

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