La Diocesi si affida al Crocifisso miracoloso

Bacio al Crocifisso durante la Pasqua del 2019

Il giorno del Venerdì Santo sarà esposto in Duomo. Diretta su Etv

Il Santuario del Santo Crocifisso di Como, come tutte le chiese, è chiuso secondo quanto previsto dalle norme per l’emergenza sanitaria. Per quest’anno dunque, naturalmente non sarà possibile la tradizionale esposizione e il bacio al Crocifisso del miracolo, tanto caro ai comaschi.
Il Crocifisso è stato esposto nella chiesa e sono stati previsti momenti di adorazione dei sacerdoti, sempre a porte chiuse. I momenti di preghiera possono essere seguiti sul canale YouTube della Basilica.
In via eccezionale, proprio nella giornata della passione di Cristo, venerdì 10 aprile il Crocifisso sarà portato in Duomo. Diretta del rito su Espansione Tv. È dal 1401 che il sacro simulacro, intagliato in legno di cipresso nel XIV secolo, è a Como, donato dai pellegrini romei, di ritorno da Roma dopo il Giubileo del 1400. Da allora divenne ben presto tradizione che la croce venisse portata in processione la sera del Giovedì Santo per le vie cittadine, facendo tappa in sette chiese. Si ricorda il prodigioso evento di quel Giovedì Santo del 1529. Era il 25 marzo e la processione, partita dalla basilica dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, si trovava nei pressi del ponte di San Bartolomeo, sul torrente Cosia, da dove si sarebbe diretta verso le chiese di Santa Chiara e dei Santi Gervaso e Protaso, un tempo nell’odierna via Anzani.
Ma i confratelli della Beata Vergine Maria Annunciata trovarono la strada sbarrata da due catene, tese a difesa della città dai gendarmi spagnoli, che temevano un’imboscata da parte delle truppe francesi. Nessun permesso speciale fu accordato alla solenne processione, per cui il confratello Bernardino Binazzi di Porta Torre, che apriva il corteo reggendo il Crocifisso, inclinò la croce, tentando di farla passare tra le due catene. In quel mentre, tra lo stupore e lo sbigottimento generale, una parte del muro che incastonava l’anello, reggente la catena superiore, si staccò, permettendo ai pellegrini di proseguire la loro visita alle sette chiese. Si gridò subito al miracolo, al punto che non ci si preoccupò nemmeno di stendere un processo verbale, visto che non c’erano discrepanze tra chi continuava a raccontare l’evento.
Solo 55 anni dopo fu redatto il processo. Ne esistono anche due versioni a stampa, pubblicate la prima nel 1844, la seconda nel 1955. Da quel momento il Crocifisso venne considerato miracoloso ed esposto alla pubblica devozione a partire dal 1538 nella seconda cappella laterale, ora dedicata alla Madonna Immacolata. L’effigie fu poi staccata dalla croce originaria nel 1863 e posta su un nuovo supporto, che domina il santuario della Santissima Annunciata dall’alto del tempietto neoclassico. L’originaria croce è stata inserita in un reliquiario a vetri, conservato nella cappella settentrionale del presbiterio.
Come detto. a causa dell’epidemia di Covid-19 quest’anno non ci sarà, dal Santuario dell’Annunciata, la solenne processione pomeridiana del Venerdì Santo. Il cui percorso originario, nonché l’orario di attuazione, venne modificato nel lontano 1762.
Un tempo, infatti, il corteo solenne partiva alle 23 e, accompagnato da torce, si concludeva all’alba.

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