La dismissione degli uffici divide i candidati in corsa per un posto in consiglio regionale

altLe reazioni delle altre forze politiche
Vendere i Pirellini, ovvero le sedi distaccate della Regione, e usare il ricavato per risolvere i problemi dei territori, come la questione del lungolago a Como. La proposta di Alessandro Colombo divide gli altri candidati lariani in lizza, alle elezioni del 24 e 25 febbraio, per un posto nel consiglio regionale.
Sull’utilità degli spazi regionali locali si è discusso molto negli ultimi anni. Perplessità sono state sollevate da tutte le parti circa l’effettiva utilità di queste strutture

sia sul fronte dei servizi erogati ai cittadini, sia su quello dei costi. In più occasioni il “Corriere di Como” ha sollevato la questione dell’opportunità di mantenere aperte le sedi territoriali dell’amministrazione regionale, denunciando i costi elevati di gestione e l’esiguità dei servizi resi alla popolazione e alle imprese. La stessa Regione aveva spiegato che per il funzionamento del Pirellino di Como si spendono ogni anno 2,3 milioni di euro, in gran parte, per l’89%, destinati agli stipendi del personale, una cinquantina di dipendenti.
D’accordo sulla sostanza della proposta di Colombo, meno sul metodo, è Filippo Bernasconi, candidato al consiglio regionale per la lista “Fare per Fermare il declino”. «L’idea di dismettere i Pirellini è assolutamente condivisibile – dice – Il ricavato, però, non dovrebbe andare a coprire spese occasionali nè usato per investimenti, ma andrebbe utilizzato per ridurre il debito».
È in parte d’accordo anche il candidato del Pd e consigliere regionale uscente Luca Gaffuri.
«Credo che il destino di queste sedi sia legato a quello delle province, nell’ambito del discorso sugli accorpamenti degli enti territoriali – spiega l’esponente del Partito Democratico – Per quanto riguarda Como, sarei dunque favorevole alla dismissione dell’immobile, mentre il personale oggi in servizio nella sede cittadina potrebbe essere trasferito all’interno dell’amministrazione provinciale, che in futuro dovrebbe acquisire un nuovo ruolo».
Non mancano, però, le voci contrarie all’ipotesi di chiusura e vendita degli uffici decentrati della Regione.
«Mi sembra una proposta azzardata – afferma Dario Bianchi, consigliere regionale uscente e candidato della Lega Nord alle prossime elezioni – Certamente sull’utilità delle sedi distaccate sarebbe necessario sviluppare dei ragionamenti, ma soltanto nell’ambito di un piano organico, che valuti che cosa fare del personale, perché è quella la maggiore voce di spesa per la Regione».
«Dire vendiamo il Pirellino mi sembra demagogia – sottolinea a sua volta il candidato del Movimento 5 stelle, Antonio Endrizzi – Preferisco invece parlare di dismissione del patrimonio delle amministrazioni provinciali visto che il nostro programma a livello nazionale prevede l’abolizione delle Province».

Nella foto:
Luca Gaffuri

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.