«La dissenteria curata con i lassativi». Processo al via. In aula anche il Valduce

Anche l’Ospedale Valduce di Como è stato chiamato in causa come presunto responsabile civile in merito a un fatto che risale al febbraio del 2014. Il nosocomio cittadino affiancherà sul banco della difesa l’im putato, ovvero un medico 59enne di turno al pronto soccorso quando avvenne il fatto ora finito a processo. La presunta vittima è infatti un 70enne di Como – che ieri mattina si è costituito parte civile assieme alla moglie – che rischiò molto in seguito a una diagnosi che la Procura ritiene clamorosamente sbagliata.

In pratica, l’uomo si recò al pronto soccorso del Valduce per farsi curare dopo che da tre giorni era vittima di «diarrea e vomito». Il medico ora finito nella bufera prescrisse dei lassativi (da prendere quattro volte al giorno) che sempre secondo il capo di imputazione l’avrebbero poi condotto a una «insufficienza renale acuta da disidratazione per gastroenterite» diagnosticata da un secondo ospedale in cui – stremato – il paziente si era recato su consiglio della moglie. Le dimissioni dal secondo ospedale avvennero 10 giorni dopo, terminata una cura intensiva idratante e antibiotica.

Il medico del Valduce che quel giorno prescrisse il lassativo è così finito con l’essere iscritto sul registro degli indagati da parte del pubblico ministero Antonio Nalesso, che l’ha poi portato in aula di fronte al giudice monocratico di Como Carlo Cecchetti, ipotizzando il reato di lesioni personali colpose. Il professionista (assistito dall’avvocato Giuseppe Sassi), nel corso delle indagini si era difeso con una consulenza di parte in cui sosteneva la correttezza dell’approccio terapeutico. Questione che ora toccherà al giudice dirimere. Le parti lese saranno rappresentate dal legale Roberto Rallo, mentre l’ospedale sarà assistito da Anna Viganò. Ieri – dopo la costituzione di parte civile – il processo è stato incardinato e rinviato al prossimo 12 luglio, quando in aula inizieranno a sfilare i testimoni.

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