La finta rapina all’autosilo. Patteggiano i due complici

altIeri in Tribunale

Si è chiusa con un doppio patteggiamento la storia della finta rapina all’autosilo di via Auguadri a Como.
Un fatto di cronaca che risale alla serata tra venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre 2012. Quel giorno, secondo la tesi dell’accusa (pm Simona De Salvo) il cassiere in servizio all’autosilo si mise d’accordo con un complice per fargli compiere la rapina (colpo da circa 2500 euro) e poi spartirsi il bottino. A dare l’allarme era stata proprio la presunta vittima, un 39enne dipendente

di Csu, che aveva fornito indicazioni precise per risalire all’autore della rapina – un 29enne – che era poi stato arrestato dalle volanti. Nel successivo interrogatorio del rapinatore emersero le prime anomalie. L’uomo rivelò del pregresso accordo con il cassiere per portare a termine il colpo. E, a supporto di questa tesi, parlò di un sopralluogo effettuato giorni prima proprio all’autosilo, alla presenza del futuro complice, dove gli sarebbe stato spiegato cosa fare per disattivare le telecamere all’interno della cassa. Versione poi riscontrata dalla Procura. Un “tradimento” dietro cui si sarebbero nascoste questioni di gelosia che il cassiere voleva risolvere facendo arrestare l’amico.
La vicenda, come detto, ieri mattina si è conclusa in tribunale davanti al giudice che ha ratificato i patteggiamenti: un anno e quattro mesi per il dipendente di Csu (per calunnia e furto) e 8 mesi per il 29enne, ovviamente solo per il furto.

M.Pv.

Nella foto:
Le volanti della polizia all’autosilo di via Auguadri a Como, in pieno centro

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