La Fondazione Volta invita Como ad amare la cultura

estival della Luce, negli studi di Espansione Tv: Luca Levrini (presidente Fondazione Volta).

La cultura spesso tacciata come rissoso e costoso fanalino di coda dell’economia, si rivela un sistema da mettere a valore, ricco di potenzialità inespresse sul Lario, un giacimento da valorizzare con attenzione nei prossimi anni.
Con l’approvazione del bilancio 2020 si chiude il triennio di presidenza di Luca Levrini e del consiglio di amministrazione eletto nel luglio del 2019 della Fondazione Volta. Che nell’Aula Benzi del liceo comasco intitolato al grande fisico lariano ha colto l’occasione per chiamare a raccolta istituzioni e associazioni in una versione sintetica degli “stati generali” della cultura a Como, tanto auspicati (da innumerevoli amministratori e operatori del territorio nel corso dei decenni) ma mai veramente realizzati. Ieri nell’Aula Benzi si è avuto un primo cambio di passo significativo.
La Fondazione lo ha fatto, presente Levrini, con Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia.
Tra le priorità emerse, la necessità sempre più stringente in tempi di pandemia, di fare squadra e mettere da parte particolarismi ed egoismi, unire le forze quindi e ottimizzare le risorse premiando i progetti più virtuosi, ma anche aprirsi in modo costruttivo al dialogo con la vicina Svizzera italiana e rimarcare sempre più la necessità a Como di una didattica di alto profilo grazie alla presenza di istituzioni come l’Università dell’Insubria, il Conservatorio Verdi, l’Accademia Galli e altri soggetti qualificanti.
Un percorso virtuoso e necessario che Luca Levrini senza annunciare la volontà di ricandidarsi nel prossimo cda che dovrebbe vedere la luce nelle prossime settimane ha sottolineato così: «La Fondazione in questo triennio si è caratterizzata fortemente come luogo di aggregazione e sostegno per la cultura e l’alta formazione nella città di Como. Mi auguro che questo percorso prosegua e dia ulteriori frutti. La cultura deve esprimersi in una concreta progettualità di tutti ed essere elemento trasversale di unione, dove ogni distinzione è elemento di accrescimento e non di divisione. Per la cultura comasca vorrei si realizzasse quella che metaforicamente più volte ho definito dover essere la  “serra” di Fondazione Volta, luogo dove creare le condizioni, le convergenze e la fertile discussione tra tutti, per la crescita ed il bene della città. Nel concreto potremmo sviluppare “Energia per Como” un progetto tenuto ad oggi nel cassetto per il sostegno, anche economico, delle numerose realtà cittadine culturali comasche». « Como ha tante identità diverse, dal Razionalismo al tessile – ha detto Levrini – È vero, alcuni musei sono tuttora chiusi, il tesoro aureo delle monete romane di via Diaz deve ancora essere esposto, ma sono tutte potenzialità che altre città si sognano e dobbiamo pensare positivo».
Da parte sua a sostegno delle iniziative della Fondazione Volta e per spronare la cultura comasca l’assessore regionale Galli ha sottolineato che occorre ripartire da una più convinta valorizzazione dei luoghi della cultura, come le biblioteche, e che la Fondazione Volta «ha dato un contributo significativo – nell’ambito del Comitato Como&Seta – alla promozione della nuova candidatura della città al network Un esco “Creative Cities” per il settore ‘Craft and folk art’. Una candidatura importante perché riconosce nella seta e in un settore tessile sostenibile uno degli assi portanti dell’economia, della società e della cultura lariana. In breve, della stessa identità lariana».
Proprio a sostegno della candidatura comasca, ha annunciato Galli, Regione Lombardia e Fondazione Volta stanno lavorando per realizzare un accordo di valorizzazione che possa corroborare e supportare Como in questa prestigiosa sfida. Obiettivo è arrivare ancor più agguerriti e motivati all’appuntamento decisivo con Parigi che dovrà decidere se conferire a Como l’ambito riconoscimento di capitale della cultura. «Un ruolo che Como si merita senz’altro» ha detto l’assessore regionale. Che nella sua analisi dei fatti culturali ieri mattina al liceo classico non ha mancato di rimarcare il pesante bilancio che nel mondo dello spettacolo, del bello e del sapere ha portato la pandemia: -75% di ingressi nei musei, moltissimi cinema di ambito parrocchiale che non riapriranno, una ripartenza spesso difficile sul fronte dei ticket venduti perché molta gente ha ancora paura a uscire di casa con le varianti impazzite del coronavirus che serpeggiano. «Senza intervento pubblico la cultura non sta in piedi, e la pandemia ce lo ha ribadito con forza – ha detto Galli – E proprio per questo il virus che ha creato una sorta di selezione naturale delle forze in campo ci impone di premiare chi anche con l’aiuto di imprenditori locali investe proprio in cultura: stiamo pensando di arricchire di un ulteriore 10% il 65% di sgravi fiscali per chi tra gli operatori lombardi investe nell’Art Bonus nazionale e sostiene realtà della nostra regione».
Tra gli annunci, anche sostegni per la sistemazione della copertura del Teatro Sociale di Como, che necessità di interventi,

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