La fontana di Camerlata abbandonata. L’opera preda di smog e trascuratezza

Spenta e abbandonata, la fontana razionalista che fa da ideale spartitraffico in piazza Camerlata. Non zampilla da mesi e la vasca è colma di acqua putrida e melmosa.
Peccato, perché è l’opera pregevole dell’architetto razionalista lariano Cesare Cattaneo che firmò il progetto, con il prototipo ospitato alla Triennale di Milano, con il pittore astrattista comasco Mario Radice. Un simbolo di Como, più volte sottoposto a restauri, collocato in una zona di traffico costante e conseguente inquinamento. Lo si vede, l’effetto dello smog, dalle colature nere che decorano le sfere che reggono i cerchi della struttura che è fatta di ferro.
L’opera fu ideata dall’architetto Cesare Cattaneo e dal pittore Mario Radice per (parole loro) «dare alla piazza quel perno e quell’elemento di armonia» di cui era «priva» nel novembre 1935 su commissione del podestà di Como, Attilio Terragni.
La Fontana realizzata come modello in scala 1:1 nel 1936 per la VI Triennale fu smontata al termine della stessa (1939) e la struttura in ferro, che si ipotizzava di reimpiegare a Camerlata per l’opera definitiva venne invece rivenduta come rottame all’inizio della guerra (novembre 1942) per 2.400 lire.

Da tempo si dibatte se sia opportuno spostarla per limitarne il degrado, ma va detto che l’attuale collocazione rispetta i parametri del progetto originario che prevedeva proprio tale destinazione.
Va ricordato che lo scorso settembre il Comune di Como ha affidato a una ditta esterna con un appalto da 144mila euro Iva esclusa per 1095 giorni la manutenzione ordinaria e straordinaria delle fontane ornamentali della città. Nessuno però si è occupato dell’opera razionalista.

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