La guardia di finanza in Comune: si indaga su Villa Feloy

alt Nel mirino il recupero bloccato nel 2011
La guardia di finanza, inviata dalla Procura di Como – il fascicolo è aperto sul tavolo del pubblico ministero Mariano Fadda – ha bussato ieri mattina alle porte di Palazzo Cernezzi. Al centro dell’interesse delle fiamme gialle lariane e della magistratura sono gli atti e i documenti relativi al piano di recupero di Villa Feloy, area più volte finita al centro della cronaca cittadina per sgomberi di stranieri e clandestini da parte delle forze dell’ordine. Da quanto è stato possibile apprendere, tuttavia, nell’interesse della magistratura lariana non ci sarebbero queste vicende, bensì una ipotesi di omissione di atti d’ufficio che trarrebbe origine dal contenzioso tra l’amministrazione comunale dell’allora sindaco di Como, Stefano Bruni, e la proprietà della villa.

Quello che riguardò l’immobile, infatti, fu l’unico piano attuativo che non venne approvato dalla giunta entro il termine che era stato fissato per il 30 settembre 2011.
Ora la Procura di Como intende indagare sulla vicenda per capire se dietro quel mancato via libera ci fosse o meno una precisa volontà di rallentare l’iter procedurale.
La questione, come detto, è già stata affrontata anche dal Tar che ha dato ragione alla proprietà di Villa Feloy, ordinando alla giunta di riaffrontare la questione ritenendo «non idonee» le motivazioni addotte per respingere il progetto. Una vicenda complicata che ieri ha avuto una inattesa svolta con l’intervento della guardia di finanza negli uffici di Palazzo Cernezzi.
Stringata la replica del Comune di Como: «Collaborando con il magistrato, abbiamo provveduto a fornire la documentazione presente agli atti».

Mauro Peverelli

Nella foto:
A Palazzo Cernezzi ieri mattina si è presentata la guardia di finanza

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