La guardia di finanza “stana” un falso avvocato di Tavernerio

Nonostante l’attestato e i biglietti da visita non era iscritto all’albo e nemmeno laureato
Alle spalle della sua scrivania campeggiava un diploma di laurea. Sul tavolo, c’erano i biglietti da visita. In realtà, però, quello che a tutti gli effetti sembrava un avvocato non solo non era mai stato iscritto all’albo dei legali, ma nemmeno si era mai laureato in giurisprudenza o in qualsiasi altra disciplina. E, in aggiunta, quell’attestato se l’era comprato su Internet, in un sito che distribuisce “patacche” che riproducono – in modo verosimile – lauree e altri documenti simili. Questa, almeno, è la tesi degli uomini della compagnia della guardia di finanza di Como che nelle scorse ore hanno stanato e denunciato in Procura con l’accusa di esercizio abusivo della professione, Andrea Beretta, 37 anni di Como con studio a Tavernerio in via Provinciale 33. Un avvocato che, per l’accusa, avvocato non era affatto, nonostante in passato avesse provato a frequentare giurisprudenza passando qualche esame, e nonostante avesse pure tentato (pare) di fare pratica in uno studio legale della città.
Ora, l’avvocato finito al centro della bufera e iscritto sul registro degli indagati del pubblico ministero Simone Pizzotti dovrà spiegare alle sue decine di clienti che in realtà non aveva i titoli – sempre secondo la tesi accusatoria – per praticare la professione forense.
L’indagine sarebbe partito dalla denuncia di un cliente, insospettito da quel professionista di cui si era fidato ma che proprio non lo convinceva, nonostante mostrasse biglietti da visita e il classico attestato appeso alla parete. E il sospetto, segnalato alla finanza, si è presto rivelato concreto in quanto del legale di Tavernerio, negli elenchi dell’albo dell’ordine degli avvocati, non c’era traccia. E questo nonostante anni di attività in Tribunale – una decina, parrebbe, impegnati soprattutto in cause civili – avessero portato la presunta finta toga a confrontarsi e scontrarsi con i colleghi senza mai destare sospetti.
Quando si è trovato gli uomini delle fiamme gialle alla porta, l’uomo avrebbe abbozzato un incerto: «Era uno scherzo». Ma quello “scherzo” proseguiva da tempo.
L’indagine della compagnia di Como della finanza non si ferma qui, ovviamente. Al vaglio dei militari delle fiamme gialle, che hanno perquisito a fondo lo studio di Tavernerio recuperando una corposa documentazione, sono finiti tutti gli atti compiuti dall’indagato in questi anni. Approfondimento voluto nell’intento di individuare la totalità dei clienti danneggiati dall’attività ritenuta illecita del falso avvocato.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il finto avvocato aveva seguito negli anni soprattutto cause civili: ora dovrà spiegare ai suoi clienti come stanno le cose

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