La guerra della spesa: botta e risposta sulle aperture dei negozi nelle prossime festività
Economia, Territorio

La guerra della spesa: botta e risposta sulle aperture dei negozi nelle prossime festività

Botta e risposta sulle aperture dei negozi nelle prossime festività. Da una parte due sindacati, la Cgil e la Uil (la Cisl invece non sottoscrive la polemica), dall’altra Confcommercio. «Migliaia di lavoratori del commercio trascorreranno le festività dietro una cassa, un bancone di salumeria o ad assistere la clientela nei camerini di prova – attaccano Ivan Garganigo e Biagio Carfagno, segretari provinciali di Filcams Cgil e Uiltucs Uil – A pochi giorni dalle festività del 25 aprile e del 1° maggio abbiamo notizia di molti esercizi commerciali, grandi, medi e piccoli, che saranno aperti in queste date. Il lavoro festivo nel commercio non può essere imposto dal datore di lavoro. Invitiamo quindi gli addetti del comparto a non prestare la propria attività lavorativa e a rivolgersi ai sindacati».

Secondo Ivan Garganigo e Biagio Carfagno «la liberalizzazione totale degli orari non ha incrementato l’occupazione e tantomeno rilanciato i consumi», perché «i giganti della grande distribuzione in questi anni hanno ripetutamente aperto procedure di licenziamento collettivo e ancora chiedono sacrifici e riduzioni di salario ai propri dipendenti». Cgil e Uil vorrebbero allora «una legge che regoli il caos delle liberalizzazioni totali» e auspicano che «la materia torni alle competenze regionali e comunali attraverso il confronto con le parti sociali». Fanno inoltre notare che «le aperture a oltranza non hanno prodotto effetti positivi nemmeno per le aziende, diversamente non si spiegherebbero i tanti licenziamenti». Infine un invito alle imprese del settore: «Tenete chiuso il 25 aprile e il 1° maggio».

Diversa, ovviamente, la posizione di Confcommercio. «Siamo in una situazione paradossale – replica il presidente dei commercianti comaschi, Giansilvio Primavesi – È il consumatore che vuole i negozi aperti, non si dica che siamo noi commercianti. Noi, poi, è chiaro, facciamo la nostra parte, anche perché si tratta di un servizio. Da più parti si sostiene che per il territorio lariano il turismo rappresenti un’opportunità, si spinge in questa direzione anche per creare nuovi posti di lavoro e salvare l’occupazione e poi si pretende che i negozi restino chiusi quando arrivano i turisti. Ma che accoglienza riceverebbe chi giunge sul Lario se trovasse tutto chiuso? Che pubblicità farebbe alla nostra città?». E sul tema delle aperture nei festivi, Primavesi spiega che per i commercianti «c’è assoluta libertà di tenere aperto o meno» ma ricorda che «aprire il negozio nei festivi è un costo e questo costo deve essere ripagato da un buon successo nelle vendite, così spetta al singolo esercente decidere se gli convenga o meno, se il gioco insomma vale la candela». Infine un attacco ai sindacati: «Posso capire che chiedano ai negozianti di tenere chiuso il 1° maggio, Festa dei lavoratori, anche se potrebbero essere più flessibili visto che i problemi sono altri, ma perché anche il 25 Aprile? Allora dovremmo restare sempre chiusi pure di domenica».

23 aprile 2017

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