La guerra delle tasse colpisce i frontalieri

altguarda il videoIn Ticino si vuole aumentare il carico fiscale. Ma solo agli italiani
Le tasse dei frontalieri stanno diventando, in Ticino, un “caso” politico sempre più importante. Complice soprattutto la crisi finanziaria che ha colpito e colpisce tuttora le amministrazioni pubbliche del Cantone di lingua italiana. Sia i Comuni sia il governo di Bellinzona tentano di aumentare le proprie entrate senza incidere sulle aliquote fiscali dei residenti. Il “tesoretto” delle tasse dei frontalieri è ovviamente oggetto di desiderio. E come tale i politici ticinesi lo interpretano.
Negli ultimi tempi sono state due le iniziative legislative tendenti a prelevare più tasse dai salari dei lavoratori italiani oltreconfine.
Una prima norma, approvata dal Parlamento cantonale e in attesa di essere vistata dalle autorità federali, prevede l’innalzamento del moltiplicatore cantonale di 22 punti, dal 78 al 100%.
In termini assoluti, la manovra dovrebbe portare nelle casse del Cantone una ventina di milioni di franchi, 8 dei quali però dovranno essere stornati ai Comuni italiani della fascia di confine.

Per i 62mila frontalieri, l’aggravio medio sarebbe di circa 22 franchi al mese, una cifra tutto sommato poco significativa.
Un’altra proposta, lanciata dal deputato nazionale leghista Lorenzo Quadri, vorrebbe invece cambiare radicalmente il sistema di imposizione dei frontalieri. Non più imposta alla fonte sul modello elvetico, ma tassazione identica a quella del Paese di provenienza. In sostanza, il frontaliere potrebbe dover pagare quanto un lavoratore che percepisce lo stesso suo reddito lavorando in Italia. Questo per redditi medio alti potrebbe tradursi in un aumento del 50% delle tasse. Il “postulato” di Quadri, però, difficilmente potrà diventare legge. La modifica del sistema impositivo è infatti materia di accordo bilaterale. Senza un’intesa con l’Italia sarebbe impossibile.
I frontalieri italiani con un reddito alto – ad esempio quelli impiegati nel settore del credito – potrebbero rischiare una batosta fiscale.
Tvsvizzera.it ha fatto alcune proiezioni: una persona che guadagna 50mila franchi all’anno si troverebbe con un reddito netto di circa 26mila euro, a fronte degli oltre 32mila attuali. Ad un frontaliere con un salario annuale di 100mila franchi, invece, rimarrebbero 44mila euro invece degli attuali quasi 59mila. Meno accentuate, sarebbero le ripercussioni sui salari più bassi.

 

Nella foto:
Il Canton Ticino prova a “spremere” i frontalieri con nuove tasse

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