La Lega: «Pronti alla crociata contro la moschea a Cantù»

altIslam e Brianza
Corteo del Carroccio davanti al capannone di via Milano

(f.bar.) «Siamo pronti a una vera e propria crociata contro l’ipotesi moschea a Cantù». Sono risuonate parole d’altri tempi – se non di altri secoli – ieri mattina all’esterno del capannone di via Milano che potrebbe trasformarsi in luogo di culto islamico. A pronunciarle i militanti della Lega Nord.
Ieri mattina il Carroccio ha organizzato una manifestazione per dire no a questa possibilità. Tutto nasce dal Piano di governo del territorio, all’interno del quale è stata approvata l’osservazione

di un privato, che chiedeva di aggiungere la dicitura “luogo di culto” tra le destinazioni d’uso del suo capannone, situato per l’appunto in via Milano, nei pressi della frazione di Mirabello.
Nell’osservazione al Pgt non viene specificata la confessione del luogo di culto, ma gli esponenti della Lega dicono che sarà di matrice islamica. E sono subito scesi in strada.
«Questa è solo la prima di una serie infinita di manifestazioni che siamo pronti a organizzare per contrastare questo assurdo provvedimento», ha detto Nicola Molteni, deputato canturino del Carroccio, presente ieri mattina in via Milano.
«Il timore è che se si dovesse fare la moschea, Cantù rischierebbe di trasformarsi in un polo islamico – attacca il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Cantù, Alessandro Brianza – La situazione è insostenibile e daremo battaglia. Se la moschea venisse aperta, attirerebbe islamici dalla Brianza, dal Milanese e dal Comasco. Non è accettabile: potrebbero arrivare migliaia di persone a pregare».
La Lega sta pensando di organizzare anche un referendum a Cantù per consultare i cittadini sulla questione moschea. Molteni, inoltre, sull’argomento presenterà lunedì una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno e scriverà anche al questore e al prefetto di Como. «Siamo preoccupati e come noi tanti cittadini – sottolinea il deputato – Vogliamo che i canturini possano esprimere il loro parere su questo punto. Oggi (ieri, ndr) è la Festa delle donne e qui si parla di concedere agli islamici, notoriamente contro le donne, un luogo dove pregare e ritrovarsi. E non si parli di associazioni islamiche, perché sono sempre state solo dei paravento».
Il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, aveva risposto alla Lega Nord nei giorni precedenti.
«Noi abbiamo semplicemente accolto un’osservazione al Pgt di un proprietario che chiedeva di ampliare le destinazioni d’uso del suo immobile di via Milano aggiungendo “luogo di culto”. Ammesso che poi l’ipotetico luogo di culto sia di matrice islamica, non avrei alcun problema. La nostra Costituzione sancisce la libertà di culto. Dopodiché – aveva detto Bizzozero – è evidente che queste iniziative della Lega sono motivate dal tentativo di tenere insieme i voti rimasti».
Parole che non sono piaciute ai leghisti, pronti a dichiarare guerra all’amministrazione di Cantù.
«Ci ricordiamo che cosa successe alcuni anni fa in via Domenico Pino a Como? Ecco, non vogliamo che si ripetano simili fatti qui. Vigileremo e ci batteremo per contrastare il progetto», aggiunge Molteni. La protesta della Lega è sostenuta dal partito a livello provinciale.
«C’è grande preoccupazione – ha detto nei giorni scorsi il segretario provinciale del Carroccio, Angelo Sala – Le moschee sono posti nei quali, nella maggior parte dei casi, si fanno atti poco chiari e azioni non legali. Non lo diciamo noi, ma i fatti già accaduti in Italia e non solo. L’integrazione deve essere fatta, ma è un’altra cosa. Per quanto ci riguarda, le priorità sono le esigenze dei canturini e dei brianzoli e saremo sempre pronti a difendere prima di tutto i loro interessi».

Nella foto:
Il presidio leghista di ieri mattina all’esterno del capannone di via Milano che potrebbe trasformarsi in luogo di culto islamico (foto Fkd)

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