La Lega: nessun parcheggio libero per i frontalieri

alt Proposta-provocazione di un ministro
Domani mattina la conferenza stampa nella sede del governo di Bellinzona

Eliminare i parcheggi per limitare il traffico. La ricetta del “ministro” ticinese leghista con delega al Territorio, Claudio Zali, per risolvere o quantomeno attenuare i giganteschi problemi di intasamento delle strade del Cantone, ha il retrogusto amaro di uno schiaffo – l’ennesimo – dato ai frontalieri italiani. Peraltro, lo stesso Zali – che ha convocato per domani, a Bellinzona, una conferenza stampa di presentazione della sua iniziativa – non ha nascosto l’obiettivo principale che intende

raggiungere.
«Il Dipartimento del Territorio (l’equivalente del nostro assessorato, ndr) ha costituito un gruppo di lavoro che sta preparando una strategia volta a colpire in modo mirato il traffico generato dai 60mila frontalieri che entrano tutte le mattine in Ticino con la propria automobile. Ecobonus e chiusura delle strade non sono misure applicabili. Non possiamo nemmeno impedire alle macchine di entrare. Possiamo però rendere molto più difficile trovare un parcheggio».
Entrato in carica dopo la morte di Michele Barra, Zali è stato per molti anni un giudice. Leghista della prima ora, non ha mai nascosto le sue posizioni oltranziste contro i lavoratori italiani, e in particolare i cosiddetti “padroncini”. L’idea di “cancellare” i parcheggi per evitare l’ingresso delle auto è forse una provocazione, ma in Ticino potrebbe essere presa molto sul serio.
Il problema del traffico generato dai frontalieri è sul tappeto da molti anni. La sensibilità dei residenti nel Cantone di lingua italiana sull’argomento è decisamente elevata.
Ogni ricetta, anche la più assurda e demagogica, può trovare consenso.
Zali gioca sul filo dei sentimenti: quelli contrari agli italiani e quelli favorevoli a un ambiente più vivibile. «Tutti i parcheggi abusivi spariranno – dice il consigliere di Stato della Lega – Quelli consentiti si vedrà. Sulla base del regolamento posteggi, valuteremo se sono davvero conformi ai parametri concessi dalla legge. E se non sarà ancora sufficiente, cambieremo la legge e restringeremo i parametri. Devono sparire alcune migliaia di parcheggi. E così, spero, spariranno anche diverse migliaia di macchine. I frontalieri dovranno giocoforza rivolgersi ad altre forme di trasporto: quello pubblico, la mobilità aziendale ed il car sharing».
Zali dimentica, o fa finta di dimenticare, che la grande maggioranza dei frontalieri lavora in luoghi non facilmente raggiungibili con i mezzi.
Basti pensare agli operai edili, che raggiungono cantieri in ogni piccolo paese del Cantone.
Il sistema di trasporto pubblico transfrontaliero, poi, è praticamente inesistente. Non esistono linee di autobus che varcano la frontiera, se non sporadiche corse di corriere che viaggiano in orari improponibili. La maggior parte degli italiani varca la dogana tra le 5 e le 7, quando i mezzi pubblici sono ancora nei depositi.
La proposta di Claudio Zali è una provocazione. Il suo successo dipenderà anche da come va a finire il voto di oggi in tutta la Svizzera.

Nella foto:
La zona di Cornaredo, a Lugano, tradizionale area in cui parcheggiano le auto dei frontalieri

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